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Dispersione scolastica, un fenomeno in crescita: perché si decide non portare i figli a scuola? (VIDEO)

Dispersione scolastica, un fenomeno in crescita: perché si decide non portare i figli a scuola? (VIDEO)

POVERTA EDUCATIVA

Dispersione scolastica, un fenomeno in crescita: quali le cause?

Ospite in collegamento: Raffaela Milano, direttrice Ricerche Save the Children

Bambini, ragazzi, adolescenti che smettono di andare a scuola: sebbene sia impensabile nel 2025, il fenomeno della dispersione scolastica è tristemente attuale. A far riemergere la questione una notizia che coinvolge i territori tra Ostia, Roma Nord e la provincia, dove un’indagine condotta dai carabinieri ha svelato una condizione inquietante: 122 minori che, pur essendo regolarmente iscritti, non avevano mai messo piede in classe.

L’indagine ha portato alla denuncia di 124 genitori per violazione dell’obbligo scolastico, che in Italia prevede la frequenza obbligatoria fino ai 16 anni. I controlli hanno fatto emergere situazioni familiari molto diverse: alcune caratterizzate da degrado e difficoltà economiche, altre apparentemente normali ma con gravi irregolarità.

Nel corso dell’indagine, durata un mese, sono stati analizzati i dati di 141 istituti scolastici, registrando un totale di 4.939 assenze ingiustificate. Questo significa che, sommando le giornate perse, si sono accumulate oltre 24 annualità scolastiche mancanti.

Le conseguenze della dispersione scolastica

Il fenomeno ha pesanti ripercussioni sul sociale: la scuola è di fatto il primo passo per uscire da condizioni di svantaggio, e l’assenza di un’istruzione regolare rischia di alimentare disuguaglianze e marginalizzazione. Ma perché si decide di non mandare i propri figli a scuola? Quali sono le cause di una scelta così drastica? Possiamo davvero solo parlare di un fattore economico?

Nel video l'approfondimento e le riflessioni con Raffaella Milano.