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Discariche sotterranee e veleni nell'aria: a Fonte Laurentina l'incubo dei roghi tossici

Discariche sotterranee e veleni nell'aria: a Fonte Laurentina l'incubo dei roghi tossici

fonte laurentina

Non si tratta più solo di un'emergenza estiva legata alle sterpaglie e alle alte temperature. A Fonte Laurentina, così come nei vicini quartieri di Vallerano e EUR Papillo, la paura ha ormai le sembianze di una costante minaccia ambientale: fumi tossici, pneumatici bruciati e l'odore acre di rifiuti speciali che continua a penetrare nelle case.

Le denunce dei cittadini si susseguono senza sosta. Nelle ore serali e durante i picchi di calore, una colonna di fumo denso parte dalle aree incolte a ridosso del Grande Raccordo Anulare e invadendo l'intero quadrante sud. L'invito diffuso dalle autorità alla popolazione locale resta quello cautelativo: finestre chiuse, climatizzatori spenti per chi non ha i filtri adeguati e limitazione delle attività all'aperto. Ma per le migliaia di famiglie della zona vivere barricati in casa sta diventando insostenibile.

La questione è più ampia di Fonte Laurentina

Ciò che allarma di più residenti e comitati di quartiere è l'origine dei roghi. Dalla combustione delle prime sterpaglie emergono regolarmente cumuli di spazzatura accumulata e sotterrata da anni: copertoni, calcinacci, materiale plastico e, secondo quanto segnalato da diversi esposti, persino manufatti in sospetto amianto. Terreni spesso privati e abbandonati che si trasformano in vere e proprie discariche abusive a cielo aperto, pronte ad accendersi al primo innesco e a bruciare per giorni sottoterra.

La situazione ha travalicato i confini della semplice gestione dell'emergenza da parte dei Vigili del Fuoco. Le istituzioni locali hanno sollecitato l'intervento della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle Ecomafie per accertare se dietro questi episodi continuativi ci sia una regia o l'ennesima speculazione legata allo smaltimento illecito dei rifiuti. Nel frattempo si attendono gli esiti dei continui monitoraggi della qualità dell'aria condotti dall'Arpa Lazio e le necessarie caratterizzazioni del suolo per procedere, finalmente, alle bonifiche.

"Non possiamo vivere nell'angoscia a ogni estate, respirando veleni", sfogano i residenti sui gruppi di quartiere. Tra esposti in Procura e sit-in di protesta, la richiesta della cittadinanza è una sola: la bonifica immediata dell'area e la messa in sicurezza dei terreni prima che la salute pubblica sia definitivamente compromessa.