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La discarica dell'Inviolata a Guidonia, i cittadini continuano a chiedere risposte e sicurezza (VIDEO)

La discarica dell'Inviolata a Guidonia, i cittadini continuano a chiedere risposte e sicurezza (VIDEO)

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La discarica dell'Inviolata a Guidonia, i cittadini continuano a chiedere risposte e sicurezza

Ospite in collegamento: Fulvia Moriconi, assistente sociale e attivista ambientale

“Basta, Guidonia non è la pattumiera di Roma”, si esprimeva così il sindaco di Guidonia Montecelio, Mauro Lombardo, a gennaio scorso quando il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, aveva riaperto la discarica dell'Inviolata come deposito di rifiuti. Una decisione presa in veste di Commissario Straordinario per il Giubileo e che arrivava nonostante la chiusura decretata dal Tar.

L'ordinanza del primo cittadino, in quell'occasione, annullava di fatto quella del Tar e restituiva un'autorizzazione ambientale temporanea che dava il permesso all'Ama di utilizzare gli impianti di Guidonia Ambiente come deposito dei rifiuti di Roma.

Sulla discarica a nord est di Roma pare ci sia una storia lunga anni, fatta di scontri e denunce. I cittadini si dicono estremamente preoccupati per gli effetti che una simile struttura può causare sul territorio e sulla salute pubblica: odori, fumi, rischio per i terreni agricoli. Sul tema c'è più attenzione negli ultimi anni, o forse no?

La preoccupazione dei cittadini: "Qui il rischio di malattie è il 40% più alto"

"Il rischio di contrarre neoplasie in questo territorio è del 40% in più rispetto ad altri territori - ha sottolineato Fulvia Moriconi - capite cosa significa? Noi cittadini abbiamo paura e vogliamo risposte. Questa vicenda ci sembra assurda e ai limiti del paradossale".

Ma c'è anche un altro aspetto che ai cittadini e residenti è sembrato se non altro singolare: "C'era una sentenza del Consiglio di Stato che aveva stabilito la chiusura dell'impianto di TMB, ma è stata annullata dallo stesso organismo, pare per alcuni vizi procedurali. Non capiamo davvero come sia possibile tutto ciò, intanto i rifiuti continuano ad essere trattati, gli odori sono fortissimi e nauseanti e non è possibile coltivare nulla in questa area".

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