Nove romani su dieci sono soddisfatti della qualità della vita nella Capitale. Ci sono, però, ancora criticità legate ai rifiuti e alla pulizia. Questo è ciò che è emerso dalla pubblicazione della XVIII indagine Acos 2025, presentata al Cnel nella mattinata del 30 settembre, ma spesso dare un voto o chiedere un parere sui servizi di Roma può servire, sì, a capire nel complesso la situazione, ma come sappiamo c’è un sottobosco che ancora accusa problemi che solitamente si leggono sulle cronache romane.
Abbiamo chiesto a Carlo Rienzi, fondatore e presidente Codacons , quanto darebbe a Roma come voto per in tema di inclusività, e lui ha risposto: “Attualmente zero o uno. Poi non è un problema di zero, uno o due o tre. Deve essere dieci o non serve”. E poi continua, "ho provato come si può vivere la disabile dall'età di Roma infatti sono qui con una canadese vedo un bastone perché ho problemi di deambulazione e devo dire che è un disastro cioè non puoi fare niente Non puoi prendere un autobus, non puoi andare ad un cinema, non puoi fare una passeggiata, cioè sei prigioniero della tua disabilità. Quindi che altro posso dire, più di questo?"
Roma, tra barriere architettoniche e inciviltà
Ci sono stati casi al limite, nella stessa città di Roma, in cui un centro per disabili adulti di una Asl non era accessibile agli stessi disabili. Un caso che sembra un gioco di parole, ma che in realtà alla base ha un comportamento reiterato nel tempo, quello di prendere decisioni senza tenere in considerazione le reali esigenze dell’utenza.
Le testimonianze le abbiamo raccolte in occasione della presentazione del progetto “Insieme oltre le barriere” presentato da Codacons a palazzo Rospigliosi.
Anche Edoardo Giordan, medaglia d’oro della Nazionale Paralimpica di Scherma Fiamme Oro, ha detto che c’è ancora molto da lavorare sull’abbattimento delle barriere architettoniche a Roma.
“Come accessibilità, a Roma c’è ancora molto da lavorare. So che non è molto facile perché appena si scava una buca a Roma, esce fuori del materiale preziosissimo. Speriamo che in futuro sia un po' più accessibile, soprattutto per i ragazzi che sono in carrozzina. Io con la protesi riesco perlomeno a muovermi, ma noto che invece i ragazzi con la sedia a rotelle hanno veramente tante difficoltà, come per esempio in metropolitana: non tutte hanno l’ascensore o le rampe per salire le scale. Ecco, queste sarebbero le prime barriere da abbattere”.
E se da una parte la città di Roma sta lavorando su come rendere più inclusivo e accessibile ogni angolo di quotidianità, dall’altra la riflessione va anche sui comportamenti dei romani.
“A volte la causa della poca accessibilità è l'inciviltà di noi romani, altre volte invece sono proprio profonde carenze con le barriere architettoniche che sono da abbattere”. Lo ha detto Gianluca Di Ascenzo, Presidente Codacons Nazionale.