La tragica scomparsa della piccola Anna Rosa affetta da difterite, la bambina di quattro anni deceduta a Palermo, ha riacceso il dibattito scientifico e mediatico. Nel corso di una puntata speciale del programma “A Viso Scoperto”, condotto da Matteo Demicheli, l'epidemiologo e medico legale Dario Miedico ha espresso forte indignazione per le modalità con cui la vicenda viene raccontata e gestita sul piano pubblico e sanitario.
In studio, Miedico ha contestato duramente quella che definisce una "persecuzione" e uno "sciacallaggio" nei confronti dei genitori della bambina, accusati dall'opinione pubblica per la mancata vaccinazione. Secondo l'esperto, l'introduzione dell'obbligo vaccinale ha finito per deresponsabilizzare il sistema sanitario, spostando la colpa sulle famiglie anziché verificare con attenzione l'operato delle strutture ospedaliere.
Al centro della critica del medico legale vi è il ritardo diagnostico e le presunte falle nell'assistenza. Miedico ha sottolineato come la difterite sia una patologia curabile se affrontata tempestivamente, sollevando dubbi sulle prime fasi del ricovero. Dalle prime ricostruzioni emerse nel corso della trasmissione, la bambina sarebbe stata inizialmente dimessa dall'ospedale con una diagnosi di semplice tonsillite, accumulando un ritardo di due giorni prima dell'inizio delle terapie idonee.
Ricordando un analogo episodio giudiziario di cinquant'anni fa legato a una diagnosi errata, Miedico ha ribadito la propria contrarietà ai certificati falsi ma ha ammonito contro la tendenza dei media a strumentalizzare i singoli casi per spingere le campagne vaccinali. Per l'epidemiologo, la vaccinazione deve rimanere una scelta consapevole, informata e mai una misura imposta in modo seriale senza una valutazione approfondita dello stato di salute del paziente.
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