Quarticciolo, in migliaia nel quartiere per dire no al modello Caivano
Ospite in collegamento: Alessia Pontoriero, "Quarticciolo Ribelle"Il modello Caivano, che il Governo vorrebbe esportare anche a Roma, divide Quarticciolo. L'area urbana del Municipio Roma V, tra le più popolose della Capitale, è salita agli onori della cronaca per alcune vicende legate alla criminalità: l'ultima in ordine di tempo quella che ha visto alcuni poliziotti aggrediti e picchiati in via Ostuni da una ventina di pusher per liberare uno spacciatore (poi arrestato ed espulso), sorpreso con una donna a vendere stupefacenti.
"Il 23 dicembre ci siamo svegliati scoprendo di essere tra i sei quartieri d'Italia in cui il Governo Meloni vuole riprodurre il decreto Caivano", racconta uno dei manifestanti che qualche giorno fa, insieme a migliaia di residenti, è sceso nel quartiere per dire no a ciò che il Governo vorrebbe imporre. Secondo i residenti, infatti, c'è un rischio concreto e cioè che, dietro le parole sicurezza e legalità, si voglia cancellare una delle esperienze sociali più innovative in Italia.
Il modello Quarticciolo, "Non ci cancelleranno"
C'è quello che potremmo chiamare "modello Quarticciolo": la soluzione abitativa dell'ex questura che dà un tetto a 40 persone, con il doposcuola al suo interno; la palestra popolare, una micro-stamperia, una biblioteca, un teatro, un ambulatorio gratuito con trenta professionisti e un birrificio.
Tutti vogliono vivere il quartiere liberamente, ma "la soluzione non è cancellare i presidi positivi", continuano i manifestanti. E così, dietro gli striscioni "Difendiamo Quarticciolo" e "Caivano non è un modello", i residenti hanno ribadito che "non sono cittadini di serie B" e il quartiere "non è un deserto". "Da anni gli abitanti si organizzano, difendono i loro spazi. Fanno proposte e resistono all'abbandono".
"Servono arte e cultura": il piano per rilanciare Quarticciolo
Ospite in collegamento: Cecilia Lavatore, scrittriceIn nuovo blitz anti-droga ha inevitabilmente riacceso i fari sulla situazione del Quarticciolo, periferia est della Capitale dove da giorni il dibattito pubblico è più acceso che mai. C'è chi infatti si chiede quale sia la soluzione più giusta da adottare: maggiori controlli delle forze dell'ordine, modello Caivano? O magari cultura e arte?
"La situazione è degenerata nell'ultimo anno: la presenza di spacciatori è aumentata, i negozi chiudono e non riaprono, l'emergenza abitativa è più gravosa che mai - spiega Cecilia Lavatore - si è diffuso un vero e proprio senso di insicurezza".
Le storie e i racconti di chi vive il territorio, nell'approfondito racconto di Cecilia, fotografano in maniera esatta questo quadrante della Capitale, problematico certo ma ricco di potenzialità. "Per gli abitanti della zona il commissariamento non è la risposta esatta - spiega Cecilia - perché non tiene conto delle necessità effettive di chi vive qui".
Insomma la ricetta è investire sulla cultura: con il modello proposto dal Governo, infatti, le risorse impiegate fino a questo momento potrebbero andare sprecate. C'è una scuola materna che i residenti aspettano da anni, una biblioteca chiusa a maggio e mai più riaperta, l'attivazione di un ambulatorio. Presidi essenziali per la comunità che vorrebbe sì un territorio più sicuro, ma anche un territorio che risponda alle esigenze concrete.