Il personaggio del giorno: Diego Armando Maradona
Nato a Lanùs, in Argentina, il 30 ottobre del 1960, Diego Armando Maradona è stato un calciatore, allenatore e dirigente sportivo, centrocampista, campione del mondo nel 1986 e vicecampione del mondo nel 1990 con la nazionale argentina.
E’ passato alla storia dei più grandi calciatori di tutti i tempi, con il soprannome de “El pibe de Oro”, che in italiano significa “Il ragazzo d’oro”. Il padre, Diego Maradona Senior, apparteneva al popolo dei Guaranì. La madre invece, Dalma Salvadora Franco, era per metà di origini italiane, per l’altra metà di origini croate. E’ stato il quinto di ben otto figli: cinque sorelle e due fratelli; lui stesso poi ebbe cinque figli da quattro compagne diverse.
Sin da bambino, il calcio divenne il suo pane quotidiano, giocando a pallone nei campetti disastrati assieme ai ragazzi poveri della sua città. Probabilmente però i piccoli spazi in cui fu costretto a giocare, tra passanti e macchine, lo abituarono a controllare la palla in maniera impeccabile. I suoi compagni di gioco e di avventure, proprio in quei tempi, lo soprannominarono “El pibe de Oro” - “Il ragazzo d’oro”, ammirando con orgoglio le sue notevoli doti. Un nome significativo, che terrà d’altronde, anche quando diventerà una celebrità.
La passione ed il talento, lo portarono quindi ad intraprendere la strada del calcio a livello professionale, iniziando a giocare nell’Argentinos Juniors e poi nel Boca Juniors. A soli sedici anni venne convocato nella Nazionale Argentina, bruciando letteralmente le tappe. L’unico motivo per il quale non venne scelto per i mondiali nel 1978 da Menotti, commissario tecnico argentino d’allora, fu perchè era fin troppo giovane per affrontare un’esperienza così grande. Il paese, che lo aveva sempre supportato, non fu d’accordo con la decisione di Menotti, ma nel frattempo Maradona, vinse i campionati giovanili per nazioni, prendendosi la sua rivincita.
Fu da quell’esatto momento che l’escalation del futuro campione divenne inarrestabile, arrivando ai livelli di Pelè, fino ad allora unica stella della storia del calcio. Tra le esperienze più importanti della sua carriera, l’approdo nel Napoli, una città che lo definirà per sempre idolo intoccabile e portabandiera. Lo stesso Maradona, in più occasioni, affermò che Napoli fu la sua seconda patria, dopo l’Argentina.
Toccò l’apice del successo nei mondiali in Messico nel 1986, portando l’Argentina alla conquista della Coppa del Mondo. Nel pieno degli anni novanta però, iniziarono momenti particolarmente bui, caratterizzati di una fragilità che nessuno poteva immaginare gli appartenesse. Venne squalificato per quindici mesi a seguito del risultato positivo al controllo antidoping, iniziò ad essere al centro di scandali per, stando alle cronache, l’uso di sostanze stupefacenti e un figlio mai riconosciuto.
Morì il 25 novembre del 2020, all’età di sessanta anni per un edema polmonare acuto conseguente ad un’insufficienza cardiaca.
Quello che non sapevi su Diego Armando Maradona
- Il campione usava indossare due orologi quando viaggiava all’estero, per tenere d’occhio l’orario del luogo in cui si trovava e al contempo, quello del fuso argentino;
- In suo onore sono stati realizzati diversi altarini, ma quello che senza dubbio fa ancora oggi chiacchierare il mondo, è il bar in cui sono custoditi i suoi capelli. Nel 1990 Bruno Alcidi, viaggiò nello stesso aereo della squadra partenopea, trovò qualche capello del campione sul suo sedile…e il resto è storia!
- Maradona salì sul palco dei Queen nel 1981, durante un concerto a Velez, nello stadio Josè Amalfitani. Regalò ai membri della storica band, le sue iconiche magliette.