Diabete, a Roma ne soffrono 150mila persone (e sono tanti gli "inconsapevoli)
Ospite in collegamento: Stefano Garau, giornalista e responsabile della comunicazione di FANDQualcuno parla di emergenza: a Roma soffrono di diabete di tipo2 150mila persone e, a quanto pare, sono tantissimi i soggetti "inconsapevoli", ossia quelli che non sanno di avere questa patologia. Il picco è stato registrato dopo gli anni del Covid: +6,6% dal 2019 ad oggi e il dato allarmante è la diffusione tra i giovani.
Una patologia spesso definita “killer silenzioso,” che continua a diffondersi con un incremento del 6,6% rispetto al 2019. Particolarmente preoccupante è la stima di 35.000 casi non diagnosticati, che potrebbero aggravare ulteriormente la situazione sanitaria. La pandemia da Covid-19 ha avuto un ruolo significativo nell’aumentare la prevalenza del diabete di tipo 2, aggravando gli stili di vita già poco salutari. Tra i fattori di rischio principali si annoverano sedentarietà, alimentazione scorretta e abitudini dannose come il fumo.
L'importanza della diagnosi precoce
Un aspetto critico nella gestione del diabete è rappresentato dalla diagnosi precoce. Sono molti gli individui che attualmente convivono con la malattia senza nemmeno esserne consapevoli e qui le conseguenze possono essere due: si ritarda il trattamento e si corre il rischio di aumentare le complicanze.
Il diabete, infatti, può causare danni cardiovascolari, neuropatie e persino predisporre a certi tipi di tumori. Gli esperti sottolineano l’importanza di controlli regolari, come semplici esami del sangue, per identificare la patologia in tempo utile. Inoltre, migliorare l’educazione sanitaria potrebbe contribuire a ridurre il numero di casi non diagnosticati.