Domenica 16 marzo è stata trasmessa una nuova puntata di "Next", il programma di approfondimento di Radio Roma News, sviluppato insieme ad Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni. Sotto la guida di Davide G. Porro, la trasmissione ha dato spazio a specialisti del settore medico, giuridico e politico per affrontare temi legati ai vaccini, alla pandemia e alle attività dell’OMS.
Vaccini, il diritto di scegliere senza conseguenze. A "Next" l'avvocato Angelo Di Lorenzo
Fra i numerosi temi affrontati in studio anche quello della raccolta firme per il referendum che propone di eliminare l'obbligo vaccinale imposto dalla legge Lorenzin. Nel suo intervento, Angelo Di Lorenzo, avvocato e fondatore di ALI, ha rivendicato il diritto di scelta dei genitori senza sanzioni.
"Non è un referendum contro la legge Lorenzin, non è un referendum contro il vaccino" ha chiarito Di Lorenzo. "Diciamo che l'antivaccinista, per non usare quel termine tanto sgradevole nell'altro modo, sicuramente non è soddisfatto da questo referendum perché l'antivaccinista non vuole proprio il vaccino. Qui invece con questo referendum noi stiamo rivendicando il diritto di scegliere e il diritto dei genitori a scegliere se e come e quanto vaccinare i propri figli, eliminando poi quelle che sono le sanzioni ed eliminando l'obbligo della vaccinazione, perché ormai purtroppo c'è una stratificazione di concetti, di livelli, come se un vaccino esistesse solo se è obbligatorio".
"Il vaccino esiste anche senza un obbligo e la legge Lorenzin poi peraltro è impostata tutta quanta, a parte l'obbligo, ma è impostata per favorire una sorta di farmacovigilanza, di osservazione, di censimento, di moral suasion, quindi una forma di raccomandazione alla vaccinazione. Tutta attività del tutto rimasta seppellita nel vuoto, perché esiste un obbligo, quindi l'obbligo fa ritrarre lo Stato dall'attività necessaria di osservazione, di controllo, moral suasion perché tanto è obbligatorio" ha aggiunto Di Lorenzo.
I propositi del referendum
"Il referendum questo vuole fare, vuole restituire la libertà perché chi vuole vaccinare i propri figli ha il diritto di farlo, di continuare a farlo e farlo gratuitamente. Lo Stato deve offrire la vaccinazione, ma parimenti chi non vuole farlo non deve essere sanzionato per questa scelta" ha sottolineato Di Lorenzo.
"Aggiungo solo una cosa, perché poi stiamo parlando di quelli pediatrici, ovviamente, perché poi in questo caso nella legge Lorenzin i due aspetti odiosi sono le sanzioni, che non sono solo per gli adulti che esercitano una scelta, ma ci sono le sanzioni per i bambini. I bambini sono sanzionati, subiscono dei danni come il ritardo nell'inserimento nell'ambiente scolastico, nella socializzazione e quant'altro per la scelta dei genitori, una scelta che deve essere rivendicata perché il genitore è colui che esercita la responsabilità genitoriale".
Di Lorenzo ha poi spiegato nel dettaglio i quesiti del referendum. "Sono tre quesiti, che propongono diversi tagli, autonomi e indipendenti tra loro. Peraltro c'è un requisito che è dedicato al medico, alla libertà di cura del medico. C'è nella legge Lorenzin oggi un grande limite nella libertà di cura in scienza e coscienza del medico, perché ad esempio i medici oggi non possono esentare o differire la vaccinazione pediatrica, salvo che non abbiano un documentato, documentabile accertato pericolo per la salute del bambino, ma nonostante ciò lo può fare solo un medico di medicina generale o un pediatra di libera scelta".
"Ciò vuol dire che un oncologo, un cardiologo, uno specialista di qualsiasi altra disciplina, anche basando la decisione su una valutazione sull'anamnesi, sulla situazione ambientale, sulla familiarità, non può farlo neanche se non c'è una condizione documentabile, quindi questo è un'altra forma di restrizione alla libertà di cura" ha aggiunto.
Come firmare il referendum
La firma al referendum si può effettuare anche online, ha chiarito Di Lorenzo. "Si può firmare online accedendo con Spid, con carta d'identità elettronica o con carta nazionale dei servizi attraverso il sito del Ministero della Giustizia, anche attraverso il sito del comitato referendario www.permiofiglioscelgoio.it, a quel punto ci si collega al sito del Ministero della Giustizia, si dovranno apporre, se si vuole ovviamente si condivide, tre firme perché sono tre quesiti. Altrimenti in alternativa sarà possibile firmare presso i banchetti, chiamiamoli così, o le hub di firma".