Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Federica, uccisa a coltellate nella villetta di famiglia. Claudio Carlomagno, 45 anni, detenuto nel carcere di Civitavecchia, continua a non rispondere alle domande degli inquirenti mentre emergono nuovi elementi che potrebbero aggravare la sua posizione. In particolare gli investigatori stanno cercando di chiarire un vuoto di quasi due ore nei suoi spostamenti la sera dell’8 gennaio, una fascia temporale ritenuta cruciale per valutare l’ipotesi della premeditazione. Un’accusa che potrebbe portare alla contestazione del femminicidio. Gli accertamenti dei carabinieri ricostruiscono anche nel dettaglio quanto avvenuto la mattina successiva, tra l’uso del bobcat, lo spostamento del corpo e l’utilizzo del telefono della vittima per inviare messaggi ai familiari. Un quadro indiziario definito dagli investigatori particolarmente solido, mentre non si esclude il possibile coinvolgimento di altre persone.