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Delitto Carlomagno, dubbi sulla confessione

Delitto Carlomagno, dubbi sulla confessione

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Restano numerosi punti da chiarire nell’omicidio di Federica Torzullo, uccisa il 9 gennaio nella villetta di via Costantino. Il nuovo sopralluogo dei carabinieri del Ris ha portato all’attenzione degli investigatori un elemento ritenuto cruciale: il passaggio utilizzato per trasportare il corpo, avvolto in un tappeto, misura appena trenta centimetri. Uno spazio angusto, reso ancora più difficoltoso dalla presenza di gradini, ostacoli e di un’auto parcheggiata a ridosso delle pareti. Secondo gli inquirenti è difficile immaginare che Claudio Carlomagno abbia potuto agire da solo. Per questo torna con forza l’ipotesi di un aiuto esterno. Le indagini si concentrano ora sull’analisi dei tabulati telefonici e sui dati della “scatola nera” della Kia Sportage, che potrebbero ricostruire con maggiore precisione gli spostamenti del 47enne. L’arma del delitto non è stata ancora ritrovata e restano aperti interrogativi su tempi, modalità e sull’eventuale presenza di un complice.