Nel quartiere romano di Villa Gordiani esplode la polemica contro il cosiddetto “circo mediatico” montato intorno alla vicenda di una donna affetta da gravi disturbi psichiatrici accusata di minacce e aggressioni ai passanti. Dopo giorni di video sui social, dirette e servizi televisivi, domani è atteso anche l’arrivo di Cicalone, influencer del degrado, chiamato da una residente. Gli abitanti del quartiere e gli attivisti locali contestano la spettacolarizzazione del caso e chiedono invece un intervento concreto dei servizi sanitari e sociali.
“Questa donna – spiegano dalla Borgata Gordiani – vive in stato di abbandono, tra dipendenze e patologie psichiche gravi, nota da tempo ai servizi sociali e al centro di salute mentale, ma senza un reale accompagnamento terapeutico”. Margherita, una delle attiviste, denuncia: “Si interviene solo quando l’emergenza esplode, mai con progetti strutturali di cura e supporto”.
L’appello è chiaro: servono una rete territoriale coordinata, presenza costante e progetti condivisi. Anche il consigliere municipale Claudio Poverini, del Pd, sostiene la richiesta: “I servizi sociali sono oberati, ma non possiamo lasciare sole queste persone e i quartieri che convivono con il disagio”. Una riflessione che riporta al centro il tema della fragilità urbana e della responsabilità dei media.