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Dall'abbandono allo sport: la rivoluzione del Parco di Centocelle

Dall'abbandono allo sport: la rivoluzione del Parco di Centocelle

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I canestri prendono forma e la pavimentazione è ormai quasi ultimata. Quella che un tempo era una pista d'atterraggio sta per trasformarsi in uno dei playground all'aperto più grandi d'Europa. Entro qualche settimana è previsto il taglio del nastro per la nuova area sportiva del Parco di Centocelle, dotata di attrezzature per fitness, basket, pickleball e ping pong. Un restyling profondo, arricchito da oltre 600 nuovi alberi e 12 accessi complessivi per rendere la villa urbana finalmente fruibile da ogni quadrante, con uno spazio che prende il posto dei parcheggi per trasformarsi in un luogo dove poter godere - ad esempio - del cinema all'aperto.

Radio Roma è entrata all'interno del parco insieme all'assessore all'Ambiente del Municipio V, Edoardo Annucci, per capire come sta cambiando volto quest'area.

La rinascita dell'ex aeroporto

Sulla pista d'atterraggio dell'ex aeroporto di Centocelle l'impatto visivo è fortissimo: una superficie variopinta nei toni del viola, verde, giallo e rosso fa da sfondo allo sport. A ricordare le origini del luogo ci sono anche giostre speciali per bambini, tra cui una struttura a forma di aeroplano.

Il cambio di passo rispetto al passato è radicale. «Per chi conosce questo luogo, sa che era un luogo molto complicato», spiega l'assessore Edoardo Annucci. «Dove ci troviamo ora c'era il campo rom più grande d'Europa, a pochi metri da noi c'erano tantissimi autodemolitori. Quando ci siamo insediati, col sindaco Gualtieri, l'assessora Alfonsi e il presidente Caliste, abbiamo definito una roadmap rispetto allo sviluppo di questo luogo. Inizialmente esisteva solo il primo stralcio, che era un luogo verde senza alberi, senza arredi, senza giochi, senza strutture, quindi senza una funzione per la cittadinanza. Il primo stralcio è stato completamente rivoluzionato dalla nuova piazza del parco».

Oltre i confini: 120 ettari e bonifiche imponenti

Trent’anni fa il parco doveva essere di 120 ettari, ma la sua effettiva realizzazione ha incontrato ostacoli e problemi. Oggi i lavori, grazie a espropri e acquisizioni, riguardano 3 distinte aree, che rendono effettivi i 120 ettari e i collegamenti con i quartieri limitrofi e con il Municipio VII, attraverso il versante di via Papiria e di viale Palmiro Togliatti, che un tempo ospitava gli autodemolitori.

L'obiettivo è integrare la struttura con i quartieri vicini e con il Municipio VII: «Lavorare sul versante degli ex autodemolitori di via Papiria serve proprio a questo: a permettere alle persone da Don Bosco di arrivare al parco e arrivarci anche da Torre Spaccata», prosegue l'assessore.

Una rete verde collegata alla città

L'intervento inserisce il Parco di Centocelle in un sistema di mobilità sostenibile molto più ampio. «Questo qui non è un luogo pensato solo come "il Parco di Centocelle", ma un luogo che deve creare anche delle connessioni», precisa Annucci. «Da qui, attraverso via Papiria, sarà possibile arrivare al Parco degli Acquedotti, e dal Parco degli Acquedotti al Parco dell'Appia Antica. Qui vicino passerà anche il GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici) e il collegamento permette poi di arrivare a Villa De Sanctis, Villa Gordiani e proseguire su Portonaccio».

Valorizzazione archeologica e la "Casa del Parco"

Infine, si lavora su un altro fronte: «È evidente che se questo oggi si chiama "Parco Archeologico di Centocelle", debba avere anche uno sviluppo dal punto di vista della valorizzazione archeologica. La cittadinanza lo chiede, anche perché è un motivo d'orgoglio per il quartiere», dichiara Annucci.

Il primo passo concreto sarà il recupero di un'ex stazione di servizio acquisita dal Comune: «Quella sarà la "Casa del Parco". Già dai prossimi mesi sarà possibile, attraverso strutture multimediali, conoscerne la storia. Ma è evidente che quello è solo un primo passo».