A Roma, nel quartiere Corviale, è stata inaugurata la nuova piazza tra via Maccagnani e via di Poggio Verde: oltre 8.000 metri quadri di spazio pubblico con campo da basket, aree verdi e spazi per eventi. Sulla carta è una conquista storica per una comunità che per cinquant’anni non ha avuto un vero luogo di aggregazione. Ma il debutto estivo mette in luce criticità immediate che rischiano di ridurne la funzione sociale.
La piazza di Corviale una zona calda
Con il sole a picco e le temperature record, la superficie si trasforma in una distesa di cemento rovente, rendendo fruibili giostrine e campetti quasi solo dopo il tramonto. È un paradosso per un’opera sbloccata dopo un calvario burocratico durato quasi sei anni: di giorno lo spazio resta vuoto, in attesa della sera, quando l’aria si rinfresca e il quartiere torna a viverlo.
La principale critica dei residenti riguarda la vivibilità diurna: senza alberature ad alto fusto né strutture di ombreggiamento efficaci, la piazza diventa un deserto dalle nove del mattino fino al tardo pomeriggio. Così la fruibilità reale si riduce a poche settimane temperate e a orari serali, tradendo la promessa di un polo inclusivo e quotidiano per tutte le età.
Se di sera l’area si anima con l’arena cinematografica e le attività di quartiere, resta urgente intervenire sull’emergenza caldo con soluzioni mirate: più ombra, più verde, punti d’acqua e materiali meno irradianti. La denuncia arriva anche da Marco Palma: servono correttivi rapidi per una progettazione davvero “a prova d’estate”.