A Corviale—talvolta indicato come Corbiale—la rigenerazione non passa solo per cemento e cantieri, ma per servizi alle persone. Con questo obiettivo nasce il progetto CARO, una nuova rete di protezione sociale che supporta i caregiver, potenzia l’assistenza domiciliare e crea opportunità di inclusione nel cuore del quadrante sud-ovest di Roma. Un intervento che mette al centro la vulnerabilità, trasformando il serpentone in un laboratorio di welfare comunitario.
CARO come welfare sociale
Il programma, promosso dall’assessorato alle politiche sociali di Roma Capitale, punta a integrare cure sanitarie e servizi sociali offrendo sollievo concreto a chi assiste familiari fragili. In prima linea il Municipio Undicesimo, impegnato nel monitoraggio continuo dei bisogni di un quartiere ad alta densità abitativa e con un marcato invecchiamento. L’obiettivo è costruire una presa in carico integrata, capace di rafforzare prossimità, prevenzione e autonomia domestica, riducendo isolamento e carichi di cura.
A evidenziare il valore politico e urbanistico del percorso, il contributo della Commissione Speciale PNRR del Campidoglio, che indica nel connubio tra infrastrutture e sociale la chiave per il rilancio delle periferie. Il PNRR diventa così leva per opere materiali e reti di cura immateriali, orientate a impatto misurabile. Dalla cura degli spazi alla cura delle persone, la sfida di Corbiale riparte proprio da qui: un modello replicabile di comunità che mette al centro benessere, equità e partecipazione.