Cortei a Roma, tra disagi e misure straordinarie: "Costano ai romani 8 milioni l'anno"
Ospite in collegamento: Alessandro Marchetti, segretario nazionale aggiunto “SULPL”Dopo un sabato segnato da quattro cortei in zone diverse, torna al centro del dibattito il tema delle manifestazioni a Roma. In una recente intervista, la vicensindaca Silvia Scozzese ha detto: "Costano ai romani 8 milioni di euro l'anno". Una cifra imponente che apre una serie di riflessioni: Roma è preparata a gestire eventi come questi? Si possono ridurre i costi? Tra strade chiuse e mobilità in tilt, a soffrire sono soprattutto i negozi del centro storico, con cali di clientela e turisti che alimentano il malcontento di retail e ristorazione.
La vice sindaca Scozzese: "I cortei costano a Roma 8 milioni l'anno"
La vice sindaca con delega al Bilancio, Silvia Scozzese, ha ricordato che le manifestazioni generano un esborso significativo per l’amministrazione: un impegno quantificato in 8 milioni di euro l'anno. Il peso maggiore riguarda la sicurezza, con piani operativi complessi quando migliaia di persone arrivano in città per esercitare un diritto costituzionale, che resta intangibile per istituzioni e cittadini.
Marchetti (SULPL): "Roma è la città dei cortei, non potrebbe essere diversamente"
Alessandro Marchetti ha sottolineato come Roma sia di fatto la città dei cortei: "Ci sono le più importanti sedi istituzionali concentrate nella zona del centro, è normale concentrare la manifestazioni lì. Non potrebbe essere diversamente".
A questo si sommano corse ciclistiche, maratone dal Circo Massimo, partite allo Stadio Olimpico, e percorsi che toccano assi storici come i Fori Imperiali, moltiplicando l’impatto su traffico e servizi. La morfologia della città – e l’assenza di alternative strutturali maturate nel passato – resta il nodo cruciale.
Per uscire dall’emergenza perenne, servono governance e strumenti diversi: potenziamento degli organici, protocolli coordinati e, soprattutto, poteri speciali adeguati alla scala della Capitale. Oggi, sulle manifestazioni, decide la Questura e non il sindaco: una ripartizione che limita la cabina di regia di Roma. L’obiettivo: tutelare il diritto a manifestare, riducendo disagi e costi per cittadini e imprese.