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La mente aperta: come sopravvivere alle feste - con Angela Veltri (VIDEO)

La mente aperta: come sopravvivere alle feste - con Angela Veltri (VIDEO)

FESTE

Le luci finalmente si accendono, le tavole si arricchiscono di decorazioni e piatti succulenti e l’aria si trasforma in magia pura. Il Natale da sempre è considerato il tempo della gioia, della condivisione con la famiglia e le persone care. Ma dietro un'atmosfera apparentemente serena e scintillante, spesso si celano anche dei momenti bui, fatti di tristezza, stress elevato, corse contro il tempo e pressioni emotive.

Tra pranzi e cenoni da pianificare nel dettaglio, regali da acquistare e aspettative da soddisfare, la domanda sorge spontanea: come vivere lo spirito natalizio senza farsi travolgere? Come sopravvivere alle feste mantenendo equilibrio e serenità?

La dottoressa Angela Veltri, psicoterapeuta, afferma innanzitutto che: "Queste feste natalizie portano stress perchè in realtà, sono diventate delle feste commerciali, fondamentalmente; richiedono regali, la spesa e quindi il senso natalizio che uno dovrebbe dare, è passato in secondo piano, questa è la prima cosa. Diventa tutto più difficile perchè le feste di Natale fanno si che noi, inconsciamente, ci andiamo a ricordare di quando eravamo piccoli - trascorrevamo momenti - con mamma e papà, i parenti, i cugini. In realtà poi, in alcuni casi, si passa il Natale tutti insieme e quindi si rivivono le stesse persone, ma ci sono stati dei cambiamenti - non essendo più bambini - si creano delle dinamiche che possono essere vecchie o possono essere attuali, che poi portano stress [...]".

Che regalo fare? Cosa preparare per il cenone della Vigilia? Come non sfigurare, presentando il piatto più gustoso di tutti? A queste domande si aggiunge il caos della vita quotidiana che, durante le feste sembra moltiplicarsi: strade intasate dal traffico, negozi affollati e una corsa continua per incastrare tutto nel poco tempo libero disponibile. La ricerca del regalo perfetto diventa una missione, dimenticando l'importanza di un semplice gesto e rendendo sempre più difficile godersi davvero il momento.

"In più - aggiunge poi la dottoressa - dobbiamo contare anche che ci sono delle persone che non hanno parenti, non hanno famiglia, hanno pochi amici e risentono per esempio della solitudine". In questi casi, come spiegato dall'esperta, ci si potrebbe sentire depressi o particolarmente rabbiosi, nervosi, fino a desiderare che le festività finiscano nel più breve tempo possibile.

Quando lo stress lancia dei campanelli d'allarme...

"I segnali di allarme sono nervosismo, tensione continua, non dormire la notte, avere l'ansia, dimenticarsi le cose [...]. Quando però questi sintomi si presentano durante la quotidianità in più giorni [...] - in maniera quindi continuativa - [...] lì diventa pesante". Spesso si pensa al momento esatto in cui i parenti ci chiederanno della nostra vita, quanto manca alla laurea, quando ci sposeremo o presenteremo il nostro fidanzato o fidanzata. Questo ovviamente, non facilità la nostra situazione interiore, soprattutto se stiamo vivendo un periodo di incertezze sul futuro.

Quale potrebbe essere la soluzione?

La dottoressa Veltri, invita a riflettere su una possibile soluzione per evitare di arrabbiarci o di danneggiare la serenità in questi momenti. Cercare innanzitutto di non farsi sopraffare dalle cosiddette 'maschere' o dai diversi ruoli che ci vengono da sempre assegnati dalla famiglia.

"Il punto qual è? - aggiunge - che se noi sappiamo di - immergerci - all'interno di dinamiche familiari, parentali, dobbiamo aver chiaro chi incontreremo. Cioè se io so che incontrerò Tizio e Caio che mi chiederanno quando mi sposerò [...], io sarò preparata perchè quella persona è cosi e le persone non cambiano".

Bisognerebbe cercare, per salvaguardare il nostro equilibrio, di 'andare preparati' e non farsi prendere dalla rabbia; piuttosto dovremmo mettere al primo posto noi stessi e la nostra serenità. "Tutte le dinamiche in cui non voglio andare, ma devo andarci per forza, come hanno un inizio hanno anche una fine, la cena finirà e questo fastidio interno [...], finirà. [...] se tu sai che quella persona è fatta cosi [...] metti le distanze, perchè quella persona non lo fa con malizia ma perchè è fatta in quel modo".

Il senso di colpa

"Dobbiamo avere chiaro che cosa sia il senso di colpa: il senso di colpa, in questo contesto ha a che fare con la nostra vera essenza. 'Io sono fatta in un modo ma tu mi vuoi in un altro', quindi se 'io non sono come mi vuoi tu', nasce il senso di colpa".

Dire di 'sì', come spiegato dalla Veltri, solo per essere accettati e facendolo quindi contro la propria volontà, porterebbe a provare senso di colpa per aver tradito sia noi stessi che la relazione con l'altro, in quanto abbiamo agito accantonando la sincerità. "Queste dinamiche, sono inconsce: noi non ce ne rendiamo conto, però 'dentro' stiamo male".

Per quanto riguarda l'azione contraria, quindi nel caso in cui 'io non voglio fare una cosa, tu ti aspetti il sì, ma io rimango fedele ai miei desideri', provoco una reazione negativa nell'altro. 'Io sono stata coerente con me stessa, ma non ho soddisfatto le tue aspettative'.
Non si tratta di ferire: "Ferire l'altro - chiarisce la psicoterapeuta - vuol dire 'io ti faccio volontariamente del male'. Se io ti faccio volontariamente del male, allora io posso avere il senso di colpa'". In questo caso quindi, il dato è oggettivo e si ammettono le proprie responsabilità chiedendo delle scuse. Diversamente è quando siamo coerenti e sinceri con noi stessi (e poi di conseguenza anche con l'altro).

Quando il Natale è solitudine: come prendersi cura di se?

Il consiglio per chi in questo periodo si sente immerso nella più totale solitudine è: Non siamo soli: siamo con noi stessi. Anche quando la solitudine è reale, soprattutto durante le feste, possiamo provare a trasformarla creando spazi e momenti dedicati a noi. In un periodo in cui tutto sembra ruotare intorno alle famiglie e alle celebrazioni, è importante non restare fermi ad aspettare: andare al cinema, fare una passeggiata, dedicarsi a un’attività che ci piace o semplicemente chiamare qualcuno per fare gli auguri, può diventare un primo passo verso la condivisione. Essere soli non significa essere isolati, ma avere l’opportunità di scegliere come riempire il proprio tempo. Nelle difficoltà, reagire e agire, anche con piccoli gesti, può cambiare la percezione della realtà e restituire un senso di presenza e continuità.