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Coin Termini, sconti illegali a poliziotti e carabinieri

Coin Termini, sconti illegali a poliziotti e carabinieri

COIN TERMINI

Uno scambio di messaggi apparentemente banale diventa la chiave di un’inchiesta che coinvolge commesse e appartenenti alle forze dell’ordine. È il caso esploso attorno al punto vendita Coin vicino alla stazione Termini, dove poliziotti e carabinieri avrebbero acquistato per mesi abbigliamento e profumi pagando cifre irrisorie grazie alla complicità di alcune dipendenti.

Le conversazioni nelle chat raccontano richieste di mutande, calzini, profumi e altri articoli venduti a prezzi fortemente scontati o addirittura simbolici. In alcuni casi, secondo gli investigatori, gli oggetti sarebbero stati portati via senza pagare o con importi decisi direttamente alla cassa, definiti nelle carte dell’inchiesta “prezzi di fantasia”. Sono ventuno gli appartenenti alle forze dell’ordine finiti sotto indagine insieme ad alcune commesse del negozio. In una delle conversazioni emergono richieste esplicite di sconti: “Ti do il 30%, aiutami”, scrive uno dei poliziotti alla cassiera. Un sistema che, secondo gli inquirenti, sarebbe andato avanti per mesi sfruttando una rete di complicità interna al punto vendita. Quando a gennaio dello scorso anno si diffonde la voce di un’indagine in corso, tra i protagonisti delle chat emergono segnali di preoccupazione. Alcuni cercano rassicurazioni mentre altri prendono le distanze. L’inchiesta continua ora a ricostruire l’intero sistema di favori e sconti che sarebbe stato applicato nel negozio.