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Clan sinti, confiscati beni per 1,8 milioni

Clan sinti, confiscati beni per 1,8 milioni

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Ville con piscina, auto di lusso, orologi e società. La Polizia di Stato ha eseguito a Roma un decreto di confisca da circa un milione e 800mila euro nei confronti di tre persone appartenenti a una famiglia sinti. Il provvedimento è stato disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Roma nell’ambito della normativa antimafia.

Al centro degli accertamenti c’è una forte sproporzione tra i redditi dichiarati e il valore dei beni posseduti direttamente o attraverso prestanome. La confisca riguarda quote sociali, un’impresa attiva nel commercio di veicoli e nella gestione di bar, una villa con piscina a Tivoli, numerose polizze di pegno e undici automobili.

L’indagine era partita nel marzo del 2024 con un sequestro disposto su proposta congiunta della Procura e del Questore di Roma. Secondo la ricostruzione della Divisione Anticrimine, il gruppo avrebbe accumulato ricchezze attraverso furti, rapine in abitazione, truffe agli anziani, documenti falsi, riciclaggio di veicoli di lusso e intestazioni fittizie. Nei confronti di una donna di 34 anni e di un uomo di 52 è stata applicata anche la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza.