Civitavecchia, è caos sulla linea FL5: valigie nei corridoi e posti contesi tra pendolari e crocieristi
Ospite in collegamento: Francesco Baldini, "Civonline"Sul regionale delle 8.53 diretto a Civitavecchia, l’area di accesso è diventata un corridoio di trolley e valigie. I bagagli si accumulano vicino alle porte e tra i sedili, creando passaggi stretti e movimenti difficili per chi prova a scendere o semplicemente a restare in piedi. "Il treno è tutto così e ancora non parte" scrive un utente che ha condiviso le immagini sui social, rilanciando l’allarme sulla linea FL5 dopo giorni di disagi.
Disagi sulla Fl5 dopo la sospensione
La settimana scorsa la sospensione tra Roma Aurelia e Civitavecchia ha spinto gli utenti sui bus sostitutivi. Terminata l’interruzione, la normalità non è tornata del tutto. I convogli risultano molto affollati, con bagagli sui sedili e nei corridoi. In molti segnalano che la situazione rallenta le operazioni di salita e discesa e alimenta timori anche sul corretto utilizzo degli spazi vicino alle porte. «Pago l’abbonamento annuale e adesso devo lasciare il posto alle valigie?», protesta una pendolare, mentre in carrozza crescono discussioni che non dovrebbero essere scaricate sui passeggeri.
Pendolari e crocieristi, un conflitto annunciato
Sulla tratta che collega il porto di Civitavecchia a Roma viaggiano due flussi distinti. Da una parte i pendolari del territorio. Dall’altra i crocieristi con trolley e valigie diretti nella Capitale o di rientro verso le navi. Non sono avversari, ma la convivenza diventa critica quando la capacità è insufficiente. Le giornate di picco del traffico crocieristico sono programmate e note in anticipo, eppure i convogli ordinari si trovano a dover assorbire carichi per cui non sono pensati.
Le richieste degli utenti e il nodo della capacità
Molti chiedono un’azione più decisa del personale a bordo per liberare sedili e passaggi, ma i controlli risolvono soltanto casi puntuali. Spostare un trolley libera un posto, non aumenta la capienza del treno. Tra le proposte ricorrenti figurano corse aggiuntive nelle fasce legate agli arrivi delle navi, carrozze con aree più ampie per i bagagli, collegamenti dedicati e un coordinamento più stretto tra porto e ferrovia. L’idea di intervenire oltre le soluzioni già sperimentate in passato, come i Civitavecchia express di Trenitalia, viene indicata come passaggio necessario per una linea che non è solo pendolare ma anche strategica per il turismo marittimo del Lazio.