"Che caldo che fa!", Legambiente lancia la nuova campagna nelle città da bollino rosso
Ospite in collegamento: Roberto Scacchi, Presidente di "Legambiente Lazio"Nella complessità geografica e morfologica di una città come Roma, le differenze tra un quadrante e l'altro sono spesso tantissime. E non parliamo solo di differenze legate all'architettura, alle strade, a quanto sia intenso il traffico: le differenze sono anche percepite in termini di temperatura.
A confermarlo, a suon di numeri, è la nuova campagna di Legambiente "Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste”: tra il 18 ed il 19 giugno, l'associazione ha realizzato 31 temografie puntando i riflettori su un aspetto ancora poco analizzato, nei quartieri più urbanizzati il caldo si fa più insopportabile.
Le differenze tra quartiere e quartiere
Sono state scattate delle termofoto in due aree di circa mezzo chilometro quadrato ciascuna, alla Garbatella ed a Don Bosco: in quest’ultimo quartiere, il più popoloso di Roma, si è registrata una temperatura al suolo di 68 gradi centigradi. Un numero che fa oggettivamente paura.
Legambiente spiega che, per attutire gli effetti del caldo è necessario mettere in campo strategie precise: maggiori aree verdi, ombreggiature, attivazione di servizi a supporto delle fasce più esposte e l’implementazione di servizi di allerta e supporto sanitario. In quadranti densi di palazzi e poveri di aree verdi, come Don Bosco, la temperatura è oggettivamente più alta e può creare danni maggiori (soprattutto alle fasce più fragili, come anziani e bambini).