Centri estivi, la stangata delle famiglie romane: per due figli si arriva anche a 1.300 euro al mese
Ospite in collegamento: avv. Gianluca Di Ascenzo, direttore Codacons Roma e LazioLa scuola è finita e, come ogni anno, tornano quelle che una volta venivano chiamate "colonie". Ma cambiano anche i nomi, ora sono meglio conosciute come centri estivi, strutture dove bambini e ragazzi possono passare la giornata, svolgere attività ricreative, giocare e stare insieme. Una soluzione concreta per tante famiglie che, però, costa. Costa tantissimo.
Quattro settimane di centri estivi a Roma per due figli a tempo pieno possono arrivare a costare fino a 1.320 euro al mese. Nel 2026 la tariffa media in città è di 165 euro a settimana per bambino, in rialzo rispetto ai 155 euro del 2025. Numeri che fanno piazzare Roma al quinto posto tra le città più care per i centri estivi. Ciò che balza agli occhi è la crescita costante dei costi rispetto agli anni passati: dal 2023 al 2026 le tariffe settimanali medie sono salite da 123 a 148 euro, poi a 155 e ora a 165 euro: l’incremento complessivo supera il 25%. Per due figli il conto arriva a 330 euro a settimana, con un mese che passa dai 1.240 euro stimati nel 2025 agli attuali 1.320 euro.
Orari e formula più richiesta
Il tempo pieno, indicativamente dalle 7.30 alle 17, è la soluzione preferita perché copre l’intera giornata lavorativa e include attività, laboratori e assistenza durante il pasto. La mezza giornata, che nel 2025 costava in media 110 euro a settimana, è più economica ma spesso insufficiente per chi rientra nel pomeriggio, generando la necessità di ulteriori aiuti familiari o professionali.
Cosa incide sul prezzo?
Oltre alla quota di iscrizione, pesano elementi come pasti, assicurazioni, ingressi in piscina, gite, materiale didattico, trasporto, sconti per fratelli e supplementi per l’orario prolungato. Per le famiglie del Lazio, dove i tempi di spostamento sono rilevanti, diventano cruciali sedi accessibili, ingressi anticipati e uscite flessibili. Leggere con attenzione orari effettivi, presenza del pranzo, rapporto educatori-bambini e gestione del maltempo aiuta a valutare il reale valore del servizio.
NE AVEVAMO PARLATO, UN ANNO FA, QUI.