Centri anziani, a Roma la protesta delle associazioni contro il nuovo regolamento
Ospite in collegamento: Domenico Perna, presidente "ATE Roma""La dignità degli anziani non è in vendita": una frase simbolica e solo una delle tante che giovedì scorso, 9 ottobre 2025, è stata esposta in piazza del Campidoglio, a Roma. Tra striscioni, bandiere e fischietti decine e decine di anziani e rappresentanti di associazioni si sono riversati nel cuore politico di Roma per chiedere un incontro con il sindaco Roberto Gualtieri. Ma cosa è successo? Perché questa mobilitazione?
A spiegare i motivi il presidente di ATE Roma, Domenico Perna: “Abbiamo chiesto più volte che il Comune modifichi la delibera sul regolamento dei centri anziani, ma finora non abbiamo avuto risposte. La convenzione non tiene conto dell’articolo 56 del Codice del Terzo settore, che disciplina i rapporti tra pubbliche amministrazioni e associazioni. Così i centri, pur essendo diventati Aps, non vengono trattati come tali. Se le cose non cambiano, i presidenti saranno costretti a liquidare le associazioni e chiudere i centri”.
Il caso più emblematico: Settecamini
Tra i casi più eclatanti c'è quello che riguarda Settecammini: il centro è chiuso da oltre un anno e mezzo per problemi strutturali: il tetto della struttura continua a perdere e ci sono state diverse vandalizzazioni. Il municipio aveva promesso interventi che, come ha spiegato la presidente dell’APS Parco Settecammini, Giuseppina Fuggenzi, non sono mai arrivati.
Insomma, tra cori di sdegno e richieste di confronto rimane una domanda: perché nessuno interviene? Una frase fra tutte rimane la più significativa: "La sensazione è quella di disinteresse, ma siamo una risorsa non un peso".