Ricerca nel Sito

Centrale a carbone di Civitavecchia, il Governo pensa ad un rallentamento del phase out

Centrale a carbone di Civitavecchia, il Governo pensa ad un rallentamento del phase out

CENTRALE CIVITAVECCHIA

Le crisi internazionali e le ripercussioni sui prezzi delle materie energetiche con il rischio anche di uno stop agli approvvigionamenti per gas ed energia stanno spingendo il Governo italiano a rivedere i tempi per lo stop alle attività della Centrale a carbone Enel di Civitavecchia, il cui progetto di riconversione è da tempo motivo di interesse per l'intero territorio. Il termine ultimo avrebbe dovuto essere nel 2025 ma pochi giorni fa, al Forum di Cernobbio, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha ammesso che qualcosa potrebbe cambiare: “Sto pensando di rimandare la data - ha detto l'esponente dell'esecutivo - e anzi lo dico molto chiaro: noi non produciamo più energia elettrica dalle centrali a carbone, in particolare Brindisi e Civitavecchia, le due grandi centrali che, secondo le previsioni, dovrebbero non solo cessare il 31 dicembre del 2025 ma essere smantellate. Ma questa era una decisione nata a fine del decennio precedente e in un contesto molto diverso da quello che stiamo vedendo”. Il Governo quindi sta valutando di tenere le centrali in quiescenza, come riserva sull’emergenza per riattivarle in caso di necessità. Un'ipotesi che però, per ora, è soltanto un annuncio e che rischia di prolungare la già lunga fase di incertezza che si sta vivendo da anni in zona per un impianto che storicamente ha sempre rappresentato un'opportunità occupazionale e un volano economico per l'intero territorio: cosa accadrà ora? e che fine faranno i piani di riconversione che dovrebbero garantire prima di tutto lo smantellamento e la bonifica dell'area?