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Celiachia: più diagnosi, meno solitudine - con Lorenzo Melani (VIDEO)

Celiachia: più diagnosi, meno solitudine - con Lorenzo Melani (VIDEO)

Celiachia

In Italia, i casi di celiachia diagnosticati sono in forte aumento. Gli ultimi dati evidenziano 265.000 persone, che rappresentano soltanto una parte del numero reale. Si stima infatti, che i celiaci in Italia, siano circa 600.000 e che quindi, più della metà non è consapevole di esserlo. Fortunatamente però, si continua a lavorare molto sulla divulgazione, sulla corretta informazione e sulla consapevolezza, alcuni dei principali motori per un miglioramento soprattutto dal punto di vista dell’inclusione.

Lorenzo Melani, responsabile marketing di Nove Alpi, afferma che: “Sicuramente l’inclusione è aumentata. Sulla celiachia c’è tanta confusione, ora sempre meno per fortuna, perchè comunque siamo sempre di più a fare divulgazione anche tramite i brand delle aziende che cercano di aiutare le persone non solo ad avere dei prodotti, ma anche a capire cosa effettivamente sia la condizione in cui si trovano. La celiachia si presenta come un’intolleranza, a prima vista, però di base non lo è. E’ una patologia che affligge molte meno persone rispetto ad una intolleranza. La celiachia rispetto ad una intolleranza, non può scomparire nel tempo. Essendo autoimmune, colpisce noi stessi, è un qualcosa che dobbiamo controllare ed è obbligatorio quindi per noi, se vogliamo stare bene, fare una dieta senza glutine. L’intolleranza invece, abbiamo visto che negli anni può affievolirsi, può cambiare o sparire […]

Stando alle parole di Melani poi, è emerso che dal 2020 al 2023, si è constatato un aumento nelle regioni, di circa il 13 %. Alcune hanno visto il numero crescere, altre rimanere un pò più stabili, altre ancora non crescere. L’unica regione che dai dati, emerge come quella in cui è cresciuto molto poco è la Sardegna. Probabilmente però il fattore di crescita, potrebbe essere ricondotto al numero inferiore di diagnosi effettuate. I test, o non vengono effettuati o vengono effettuati molto poco. Inoltre anche il singolo, ascoltando il proprio corpo, sarebbe utile che procedesse ad esempio con uno screening. In futuro, come sostiene ancora l’esperto, anche la stessa attività di screening dovrebbe diventare sempre più sempliceSia per celiachia, che per diabete” - afferma Lorenzo Melani.

Il lavoro - continua ancora - che tutti noi che ci dedichiamo al settore e che cerchiamo di portare avanti, è legato principalmente a diffondere un po’ l’idea della celiachia, non vista più come un problema, ma sono stati fatti molti passi avanti […] si sta cercando di far passare un po’ la convinzione che il cibo senza glutine o una dieta senza glutine, sia ‘speciale’[…]”. Anche la denominazione pertanto, fa la differenza, perchè inconsapevolmente porta ad etichettare o ghettizzare. “Il primo modo per abbattere queste barriere è utilizzare il gusto, il cibo come divulgatore primario dell’inclusione […]” - conclude.

La condivisione è importante, ma rimane una questione molto delicata perchè in ballo c’è sempre la sicurezza, soprattutto quando si parla di contaminazione. Chi è celiaco deve mangiare prodotti senza glutine, ed è sbagliato dire che una dieta senza glutine deve essere seguita da tutti indistintamente. Questo non preclude logicamente che, qualche volta, in compagnia, si possa creare una atmosfera conviviale dove tutti possono assaggiare cibi gluten-free.

La previsione - aggiunge l’esperto in merito al futuro - è quella che nel mercato si tenderà ad entrare sempre più in quello che è il mass market - il mercato di massa - quindi si tenderà ad abbattere le barriere tra prodotto convenzionale con glutine e prodotto senza glutine. Ci sarà sempre una distinzione, ma questa diventerà sempre meno preponderante e tanti prodotti convenzionali arriveranno ad essere senza glutine, non solo per un obiettivo di rendere la vita più semplice ai celiaci, ma perchè il claim è sempre più ricercato, anche da chi non è celiaco […]”