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Il "caso" Prati riaccende il dibattito sulle armi: le associazioni chiedono regole più stringenti - VIDEO

Il "caso" Prati riaccende il dibattito sulle armi: le associazioni chiedono regole più stringenti - VIDEO

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Il "caso" Prati riaccende il dibattito sulle armi: le associazioni chiedono regole più stringenti

Ospite in collegamento: Gabriella Neri, presidente di "Ognivolta Onlus"

Cresce la paura nel quartiere Prati, a Roma, dove è caccia al cecchino che avrebbe esploso colpi con un’arma ad aria compressa. Una donna di 50 anni, durante una passeggiata su Via della Giuliana, è stata colpita alla spalla: dopo il dolore improvviso e il sangue sulla manica ha chiamato il 112. In ospedale gli esami hanno evidenziato un pallino conficcato in profondità.

Sul caso indagano i carabinieri della stazione Prati. In quel tratto di strada non risulterebbero telecamere, perciò gli investigatori stanno ascoltando residenti e commercianti. Cresce l’allarme tra gli abitanti: "Sembra che ci siano stati già degli episodi e c'è insomma un discreto allarme. Si cerca di evitare la zona."

I precedenti

Non è un fenomeno inedito: il 25 aprile due militanti dell’ANPI furono colpiti da pallini all’uscita di una manifestazione; nel 2018 una bimba di 15 mesi fu ferita da un pensionato. Episodi che confermano quanto spesso si sottovaluti la pericolosità di queste armi.

C'è bisogno di maggiore regolamentazione?

Sulla cultura delle armi interviene Gabriella Neri, presidente di OgniVolta Onlus, associazione nata dopo l’uccisione nel 2010 di Luca Ceragioli e Jan Ilmer da parte di un ex collaboratore armato. L’associazione chiede norme più stringenti sul porto d'armi, controlli psichiatrici e tossicologici effettivi e segnalazioni automatiche dopo TSO, promuovendo una cultura del confronto non armato e prudenza sulla legittima difesa domestica.