Nuova puntata nel dossier Case Enasarco: dopo l’assemblea del 29 luglio, il Comune annuncia ulteriori rogiti che dovrebbero portare a oltre 600 alloggi acquistati. Il piano dell’amministrazione, illustrato da Yuri Trombetti, prevede l’assegnazione tramite bando speciale incardinato nei requisiti ERP e punteggi dedicati a forze dell’ordine, donne vittime di violenza e famiglie con sfratti esecutivi o in corso.
Dal fronte opposto, l’Avv. Tiziana Siano e il Movimento Spontaneo contestano la regolarità delle procedure, richiamando l’assenza – a loro dire – della necessaria delibera dell’Assemblea Capitolina prevista dall’art. 42 T.U.E.L.. Sotto la lente anche la manifestazione di interesse, ritenuta condizionata a un via libera assembleare e dunque non sufficiente per procedere ai rogiti. Annunciati ricorsi al TAR e segnalazioni all’autorità giudiziaria, mentre si attende la “memoria di Giunta” sui criteri del primo bando (citato per Sacco e Vanzetti – IV Municipio).
La Fondazione Enasarco resta attore chiave sul dossier patrimoniale, tra contestazioni sui numeri degli alloggi (circa 350 già indicati e nuovi lotti in arrivo) e accuse incrociate di strumentalizzazione politica. Sullo sfondo, il tema decisivo: come aumentare rapidamente l’offerta di case popolari tutelando al contempo legalità, trasparenza e graduatorie. Le prossime mosse – tra pubblicazione degli atti, eventuali sospensive e attuazione del bando speciale – diranno se Roma saprà coniugare bisogno abitativo e correttezza procedurale.