Una trattativa al rialzo punta a evitare lo sgombero e a trasformare un’occupazione abusiva durata 23 anni in un regolare contratto d'affitto. Il movimento CasaPound tenta la carta della regolarizzazione per lo stabile di via Napoleone III, nel cuore dell’Esquilino a Roma, cercando di passare da occupanti a inquilini con un canone concordato e un percorso amministrativo trasparente.
Casapound ha richieste precise
Secondo la ricostruzione, la richiesta è stata inoltrata ad agosto dall’Agenzia del Demanio, aprendo uno spiraglio alla possibile regolarizzazione con un canone concordato. L’obiettivo dei militanti è ottenere un trattamento analogo a quello riservato in passato ad altri centri sociali della Capitale, puntando su un accordo che metta fine al contenzioso e definisca obblighi e tutele.
Dall’altro lato, la linea istituzionale resta netta: il Ministero dell'Interno è orientato al ripristino della legalità. Il ministro Matteo Piantedosi ha ribadito che l’immobile rientra nel piano di interventi della Prefettura e sarà restituito alla proprietà pubblica, sottolineando la priorità del rispetto delle norme e dell’interesse collettivo sul patrimonio statale.
Sullo sfondo, pesano le recenti decisioni giudiziarie: per gli occupanti sono arrivate pronunce di condanna in appello, mentre la Corte dei Conti stima un danno erariale superiore a 4 milioni di euro per il mancato utilizzo pubblico del bene. Con circa 20 nuclei familiari ancora presenti nello stabile, l’ipotesi di un accordo resta da verificare nei dettagli, tra sostenibilità economica, garanzie sociali e tempistiche di attuazione.