Scuote il sistema della giustizia minorile l’inchiesta della Procura di Roma su presunti episodi di violenza all’interno dell’istituto penale per minorenni di Casal del Marmo. Dieci agenti della polizia penitenziaria risultano indagati per fatti avvenuti tra febbraio e novembre del 2025. Le accuse sono pesanti: tortura, lesioni e falso ideologico in atto pubblico. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, almeno tredici detenuti stranieri, con età compresa tra i quindici e i diciannove anni, sarebbero stati vittime di pestaggi e aggressioni avvenute in zone della struttura non coperte da telecamere.
Le testimonianze raccolte parlano di schiaffi, pugni, calci e colpi inferti anche con sedie, bastoni e altri oggetti. Racconti che descrivono un clima di forte intimidazione e che per mesi sarebbero rimasti nascosti per il timore di ritorsioni. A rompere il silenzio sarebbero stati operatori del carcere, educatori e figure religiose presenti nella struttura, che hanno segnalato situazioni ritenute ormai insostenibili.
L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Roma e nasce da una segnalazione giunta al Dipartimento per la Giustizia Minorile del ministero della Giustizia. Nei prossimi giorni i ragazzi che hanno denunciato gli episodi saranno ascoltati da un giudice nell’ambito degli incidenti probatori. Intanto per cinque agenti i pubblici ministeri hanno chiesto la sospensione dal servizio. L’istituto di Casal del Marmo, già da tempo al centro di criticità legate alla gestione dei detenuti, torna così sotto i riflettori della magistratura e dell’opinione pubblica.