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Cary Grant: una leggenda di Hollywood, tra eleganza e mistero (VIDEO)

Cary Grant: una leggenda di Hollywood, tra eleganza e mistero (VIDEO)

Cary Grant

Il personaggio del giorno: Cary Grant

Cary Grant, all’anagrafe Archibald Alexander Leach, nacque a Bristol, il 18 gennaio 1904. Recitando almeno in un centinaio di film, tra commedie, thriller e drammatici, l’American Film Institute lo ha inserito al secondo posto tra le più grandi star della storia del cinema.

Figlio di Elias James Leach, ed Elsie Maria Kingdon, entrambi sarti, fu cresciuto senza l’affetto di sua madre, ricoverata in una cinica per malattie mentali durante la sua adolescenza. L’attore nascose per anni che l’improvviso abbandono da parte della mamma, gli causò un malessere non trascurabile, che arrivò a segnare il suo futuro rapporto con le donne.

Venti anni dopo, scoprì che il padre l’aveva fatta internare in un manicomio per andare a vivere con un’altra donna. Riuscì ad affrontare e ad elaborare il trauma solo alla fine degli anni cinquanta, quando su consiglio della sua terza moglie (la terza di cinque), decise di sottoporsi ad una terapia con l’LSD.

A quindici anni decise di interrompere gli studi: falsificando la firma del padre, riuscì a presentare un documento che lo autorizzava a partire con la compagnia di saltimbanchi di Bob Pender. In questo modo, ebbe l’opportunità di viaggiare in gran parte delle province inglesi, imparando il mestiere di funambolo e di attore di musical, mentre qualche anno dopo, partì per gli Stati Uniti per partecipare a Good Times, uno spettacolo in programma a Broadway.

Fu proprio in America che iniziò ad ottenere un discreto successo e decise di conseguenza di rimanere lì, dove si mantenne con diversi lavoretti. Arrivò ad esibirsi sul palcoscenico cantando, ballando e recitando, fino ai primi anni trenta, quando entrò a far parte della casa di produzione Paramount come caratterista e tutto fare.

Con il nome di Cary Grant, imposto dalla casa produttrice, esordì con This Is The Night, seguito da una serie di capolavori che lo portarono all’apice del successo, tra cui Il diavolo è femmina, L’orribile verità, Il sospetto, Indiscreto e molti altri.

Incarnava alla perfezione l’ideale di uomo desiderato, per la sua gentilezza, eleganza e modernità. Ciò che lo distingueva particolarmente erano proprio le sue insicurezze: non era il classico bello americano. Era misterioso e la sua personalità era assordante. Intelligente, di classe, ma come molti, fragile ed insicuro.

Particolare fu il suo pensiero in merito all’impegno sociale degli attori. Ritenne da sempre che questi dovessero essere interessati al tema, e che al contrario, non fosse di loro competenza intromettersi nella politica (e anche schierarsi).

Morì a Davenport il 29 novembre del 1986, mentre era impegnato in un tour. La causa fu un’emorragia interna dovuta a ictus fulminante.

Alfred Hitchcock, dichiarò che Grant, fu l’unico attore nella sua carriera che avesse mai amato. Ian Fleming invece, raccontò di essersi ispirato in parte a lui per delineare il personaggio di James Bond.