Nel cuore dell’invidia
L’invidia è da sempre un'emozione particolarmente complessa, che nasce dal confronto con gli altri, e spesso è innescata dalla percezione di non avere ciò che qualcun altro possiede, sia a livello materiale che emotivo. Non è solo una sensazione di desiderio, ma una sorta di frustrazione che può andare a minare la nostra serenità interiore.
“L’erba del vicino è sempre più verde” si dice. Ma perchè non proviamo invece a prenderci cura del nostro, giardino?
Cosa nasconde davvero dietro questo noto detto?
La dottoressa Angela Veltri, psicoterapeuta, afferma che: “Questa metafora nasconde un’emozione, l’invidia. Vuol dire che si tende a guardare ciò che non si ha nell’altro e a soffrirne, per poi in qualche modo, distruggerlo; per riportare l’altra persona, considerata più bella, più brava, più ricca, allo stesso livello di come ci sentiamo noi. Questo deriva da carenze di autostima, magari da una vita fragile. Di conseguenza si tende a guardare chi ha di più…”
Ognuno di noi, come specificato dalla dottoressa, possiede l’invidia, perchè la incontriamo tutti, almeno una volta nella nostra vita. Si parla spesso inoltre, di invidia buona e invidia cattiva, ma cosa vuol dire? La prima si definisce principalmente come “invidia consapevole”: ‘io sono consapevole di provare invidia nei tuoi confronti ma so chi ho difronte’. Questa consapevolezza è come se riducesse i danni. La seconda invece, quella non consapevole, è altamente distruttiva. “Non essendo consapevole, non si riesce a gestire. Le persone quindi in automatico dicono o fanno cose che non sono gradevoli. Lo possono poi fare in maniera esplicita o anche in maniera passiva, scherzando” - conclude la Veltri.
In definitiva, tutto sta nel processo di accettazione di se stessi: se io mi accetto, l’invidia, che possediamo tutti, chi più, chi meno, si abbassa e conquista l’accezione più positiva. Se io non mi accetto, non mi arrendo al fatto che non ho qualcosa che qualcun altro non ha, il risultato è totalmente distruttivo.
Autostima: questa sconosciuta!
”Voglio dirvi una cosa importante - aggiunge la dottoressa - l’ autostima si può imparare. Quindi chi non ha autostima, non si deve buttare giù o stagnare nel suo stato. Come si impara? Si impara prima di tutto accettandosi, poi circondandosi di buone relazioni, di quelle che ti stimolano […] il segreto dove sta? Sta nel dialogo interiore”. I genitori ad esempio, ricoprono un ruolo cruciale, fondamentale, nello sviluppo dell’autostima dei propri figli.
Competizione e ammirazione: come si distinguono dall’invidia?
Secondo l’esperta, la competizione sana è saper prendere con grande maturità dagli altri, quello che noi non abbiamo. Ben diverso dal “Ti devo distruggere, devo essere meglio di te”. “In realtà - prosegue - inconsciamente, questo dislivello che si crea, fa si che la persona invidiosa vada a contatto con il proprio senso di inferiorità che NON vuole sentire, lo nega sfuggendo ma, soprattutto, distruggendo l’altro”.
A questo punto, l’ammirazione invece, dove si colloca? “L’ammirazione, è un’emozione accettata, ed è un’attrazione verso qualcuno che ha delle qualità che noi vorremmo avere. Ma il segreto, sapete qual è? È che quelle qualità ce le abbiamo, ma non lo riconosciamo dentro di noi”- chiarisce.
Superare l’invidia richiede pertanto molto lavoro interiore. Richiede di riconoscere la nostra unicità e di imparare ad apprezzare davvero ciò che siamo, e ciò che abbiamo, piuttosto che il contrario. La vita è una e dipende tutto da noi.