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Caos Ama, 100mila le cartelle potenzialmente errate - VIDEO

Caos Ama, 100mila le cartelle potenzialmente errate - VIDEO

CARTELLE PAZZE (1)

Cartelle pazze Ama, continua il caos a Roma: 100mila avvisi spediti in pochi giorni

Ospite in collegamento: avv. Valeria Graziussi, "European Union Consumers"

Si può parlare di un vero e proprio caos rispetto a quello che sta accadendo a Roma negli ultimi mesi. Protagonista la municipalizzata dei rifiuti, Ama, che ha già inviato migliaia di cartelle "pazze" ad altrettanti cittadini entrati (legittimamente) nel panico. Perché pazze vi chiederete: perché la maggior parte delle bollette presenta importi inspiegabili, annualità già pagate, errori anagrafici o addirittura richieste a chi non è più residente a Roma.

Ma perché accade? Il problema nasce spesso da banche dati non aggiornate o da incroci errati tra informazioni catastali e anagrafiche. Ma non solo: molti avvisi risultano intestati a persone che non c’entrano nulla con l’immobile: ex inquilini, precedenti proprietari o familiari che non risultano più residenti. In diversi casi, poi, gli importi non corrispondono alle superfici reali, alle delibere tariffarie o alle dichiarazioni già presentate negli anni precedenti. Oppure ancora non tengono conto di eventuali riduzione dei mq, come da relativi regolamenti.

Ama corre ai ripari, ma la polemica non si spegne

Intanto l'azienda tenta di correre ai ripari con l’apertura degli sportelli fino alle 17, anche il venerdì e addirittura il sabato. Un tentativo che secondo qualcuno è tra i peggiori: "I pochi operatori di sportello non sono stati informati formalmente e si scarica tutto il peso del caos generato dalle cartelle pazze proprio sui dipendenti. L’azienda è senza governo interno, procede con una una gestione dilettantesca, irresponsabile, gravemente lesiva dei diritti dei lavoratori, e la situazione è fuori controllo” dice Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Campidoglio.

Cosa fare in concreto se si è ricevuto un avviso TARI errato?

La prima cosa da fare, secondo l'avvocato Valeria Graziussi, è appurare ogni singolo aspetto: "Verifica attentamente tutti i dati, quindi superfici, intestazione, anno di riferimento, indirizzo. È fondamentale poi contattare l’ufficio tributi o il gestore tramite PEC, sportello o servizio online: spesso è possibile correggere la situazione senza dover pagare prima. Consiglio poi di conservare tutta la documentazione utile: visura catastale, contratto di affitto, rogito, dichiarazioni TARI presentate in passato".