Il caldo estremo mette in ginocchio le produzioni ortofrutticole del Lazio: aziende in allerta
Ospite in collegamento: Simone Ortuso, azienda biologica Ortuso di Valle SantaOndate di calore sempre più intense, grandinate e temporali improvvisi stanno mettendo in seria difficoltà l’agricoltura italiana. Il comparto si confronta con un clima poco prevedibile e danni già misurabili secondo le segnalazioni di Legacoop Agroalimentare.
Le alte temperature hanno già compromesso tra il 30 e il 40% della produzione agrumicola in varie parti della Penisola: nel Ferrarese una violenta grandinata ha distrutto ettari di frutteti e diverse coltivazioni; nel Ravennate lo stress idrico ha fatto aumentare fino al 30% i costi di irrigazione, con riduzioni produttive delle pesche fino al 30%. E nelle prossime ore è attesa una nuova fiammata: le previsioni indicano valori fino a 7°C oltre la media stagionale e picchi di 40-41°C in varie aree agricole, con ulteriore aumento del fabbisogno idrico proprio mentre la disponibilità d’acqua resta una criticità.
Lazio sotto pressione idrica
Anche il Lazio fa i conti con la nuova "normalità" climatica. Temperature elevate e gestione più complessa delle risorse idriche mettono sotto pressione soprattutto le produzioni ortofrutticole. Le aziende del territorio sono chiamate ad adattare tempi di lavoro, strategie di irrigazione e protezioni in campo, puntando a rendere i modelli produttivi più resilienti senza sacrificare qualità e sostenibilità.
Il caso dell'azienda biologica Ortuso a Valle Santa
A Valle Santa, nella periferia di Roma, Biologica Ortuso, nata nel 2017, ha recuperato circa 50.000 metri quadrati di terreni familiari rimasti incolti per circa vent’anni. La giovane realtà ha scelto l’agricoltura biologica certificata e un impianto produttivo orientato alla sostenibilità e alla tutela della biodiversità.
L’azienda evita le lavorazioni profonde per salvaguardare lo strato attivo del suolo, dove si concentra la maggiore attività biologica e biochimica, e basa la produzione su piante e sementi biologiche certificate. In presenza di ondate di calore e di stress idrico, pratiche conservative e scelte varietali mirate contribuiscono a proteggere il terreno, contenere gli impatti su resa e qualità e rendere più robuste le produzioni in un contesto climatico sempre più impegnativo.