In estate le città diventano più calde e poco ventilate. A Roma, il fenomeno delle isole di calore urbano incide direttamente sulla salute dei più piccoli: al Pronto Soccorso di Roma dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù circa un accesso su quattro, nel periodo estivo, è connesso alle temperature elevate, con la disidratazione tra le principali criticità.
Il fenomeno nelle aree urbane
L’isola di calore è un effetto microclimatico per cui i centri urbani registrano valori termici superiori rispetto alle zone rurali o costiere vicine. La sostituzione della vegetazione con asfalto, cemento e superfici impermeabili, unita agli edifici che limitano la ventilazione e al calore prodotto da traffico e climatizzatori, porta ad accumulare energia durante il giorno e a rilasciarla lentamente di sera. Questo quadro, aggravato dai cambiamenti climatici, intensifica il surriscaldamento cittadino. Nelle giornate più calde l’asfalto può toccare tra 60 e 80 °C, aumentando il disagio termico e i rischi per le persone più fragili, soprattutto bambini.
I numeri all’ospedale Bambino Gesù
Durante l’estate, secondo l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, circa il 25% degli accessi al pronto soccorso è riconducibile, in modo diretto o indiretto, agli effetti del caldo. Nel 5% dei casi si tratta di problematiche strettamente correlate alle alte temperature, come colpi di calore, sincopi e disidratazione. Il restante 20% riguarda quadri clinici come vomito, diarrea o febbre che, con il caldo, determinano perdite di liquidi più rapide e importanti, oltre all’aggravamento di condizioni croniche (cardiopatie, diabete, oncologia pediatrica e patologie complesse). I bambini sono più esposti degli adulti per la minore efficienza nella dispersione del calore e, nei lattanti, per riserve idriche che si esauriscono più velocemente.
Prevenzione e attenzione ai segnali
«I bambini non sono piccoli adulti: il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea e questo li rende particolarmente vulnerabili alle ondate di calore, soprattutto nei primi anni di vita e in presenza di patologie croniche o condizioni di fragilità. Per questo la prevenzione e il riconoscimento precoce dei segnali di disidratazione sono fondamentali», sottolinea il professor Alberto Villani, responsabile dell'Unità Operativa Complessa di Pediatria Generale, Malattie Infettive e DEA di II livello dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. L’attenzione ai campanelli d’allarme e la rapida valutazione medica in caso di peggioramento dei sintomi rappresentano passaggi chiave per ridurre complicanze e accessi ospedalieri legati alle ondate di calore.

