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Caldo estremo, a Roma il 98% dei residenti si trova in aree oltre 40°C - VIDEO

Caldo estremo, a Roma il 98% dei residenti si trova in aree oltre 40°C - VIDEO

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Caldo estremo, a Roma il 98% dei residenti si trova in aree oltre 40°C

Ospite in collegamento: Federico Spadini, campaigner Clima di Greenpeace Italia

Mentre la Capitale fa i conti con la prima (vera) ondata di caldo estremo della stagione, l'ultimo rapporto di Greenpeace Italia, "L'estate che scotta", ci fotografa un vero e proprio peggioramento degli indicatori di stress da calore. L'analisi, elaborata con dati messi a disposizione dai ricercatori ISTAT, mette in evidenza come la quota di giornate estive con temperatura media percepita oltre 32°C è passata dal 39% del 1991-2000 al 62% nel 2021-2025. Nel 2025 le quote più alte si sono registrate in Puglia, Sicilia, Basilicata, Emilia-Romagna e Lombardia.

L’allarme nei capoluoghi

Nei capoluoghi di Regione, l’estate 2025 ha visto temperature superficiali massime spesso oltre soglia. Dieci città su venti hanno superato i 40°C, con picchi oltre i 44°C a Roma, Torino e Cagliari. Questo indicatore misura il calore delle superfici urbane, come asfalto e tetti, e segnala criticità per la vivibilità dei quartieri. Complessivamente l’87% dei residenti dei capoluoghi, pari a 8,2 milioni di persone, vive in aree con medie estive delle massime oltre 40°C, inclusi circa 283 mila bambini sotto i 5 anni e 1,1 milioni di over 74.

Roma e le isole di calore

A Roma il 40% dei residenti è esposto a isole di calore intense o molto intense e il 99% vive in zone dove la temperatura superficiale massima supera in media i 40°C. Situazioni ancora più critiche emergono a Napoli e Torino, dove rispettivamente il 92% e il 98% dei residenti abita in aree con isole di calore pericolose.

Nei capoluoghi circa 4,3 milioni di persone vivono in quartieri con isole di calore intense o molto intense, tra cui 151 mila bambini piccoli e 556 mila anziani. La presenza di asfalto e cemento, la scarsa copertura verde e la bassa ventilazione alimentano il fenomeno; con l’eccezione di Bari, le superfici urbane risultano più calde di quelle extraurbane, con il caso più marcato a Torino dove nel 2025 la differenza media delle massime ha superato i 15°C.

Greenpeace: "Ancora un'estate con caldo da record"

"Per far fronte al problema del caldo estremo in città e ai suoi impatti sulla salute delle persone, dobbiamo anzitutto ridurre le emissioni e al contempo concentrarci sugli interventi di adattamento e prevenzione - dichiara Federico Spadini, campaigner Clima di Greenpeace Italia -. Nonostante l’aumento delle temperature e degli eventi meteorologici estremi, le grandi aziende fossili continuano a investire in petrolio e gas, aggravando il riscaldamento globale e scaricando sulle persone più vulnerabili i costi delle proprie strategie orientate solo al profitto".

"Il quadro è preoccupante e ci aspettiamo l’ennesima estate con caldo da record. Per questo servono misure urgenti: Greenpeace chiede al governo italiano di introdurre una tassazione dei profitti delle aziende dei combustibili fossili e di usare le risorse raccolte per finanziare misure di transizione energetica e adattamento climatico, per proteggere anzitutto le persone delle fasce sociali più vulnerabili, e abbandonare rapidamente le fonti fossili a partire da un piano di phase-out del gas entro il 2035", conclude Spadini.