Brutali violenze alla compagna incinta: 58enne condannato a 5 anni di carcere
Ospite in collegamento a Non solo Roma: Michela Anniballi, redazione "Roma Daily News"Uomo di 58 anni arrestato e condannato a 5 anni e 4 mesi di carcere, violentava e picchiava la sua compagna incinta.
Gli episodi sarebbero iniziati dal 2017 a Roma, la donna era costretta a rimanere dentro casa, non poteva uscire, sentire amici e/o parenti e né prendersi cura di sé. L’uomo, un giorno, sospettando che la moglie si fosse vista con qualcuno di nascosto, l’ha obbligata a lavarsi con 5 litri di candeggina per “purificarsi”.
Minacce di morte, intimidazioni, abusi, violenze e non solo; anche i figli, di 2 e 5 anni, erano vittime di maltrattamento. Percosse con un bastone, l’obbligo di lavarsi con acqua fredda, di uscire senza giacca e a piedi nudi, anche d’inverno. Le violenze sono cessate quando la donna ha preso coraggio di denunciare. Attualmente è al sicuro insieme ai suoi figli e vivono dentro una casa famiglia.
Evade dai domiciliari per stupro e violenta un’altra ragazza: trasferito in carcere
È stato trasferito in carcere il 36enne, organizzatore di eventi e PR di locali notturni, accusato di aver violentato due giovani donne nel giro di pochi mesi. L’uomo si trovava ai domiciliari per un primo caso di stupro avvenuto nell’ottobre 2024, ma è evaso pochi giorni dopo per compiere una nuova aggressione in un’altra discoteca della capitale.
La prima aggressione risale a ottobre 2024, quando una ventenne, ingaggiata come ragazza immagine per una serata nella discoteca El Taboo nel quartiere Tiburtino, è stata trovata in stato confusionale a Settecamini, ben lontana dal locale in cui lavorava. A lanciare l’allarme è stata la madre, insospettita dal silenzio della figlia per tutta la notte. Grazie a un’app di geolocalizzazione, la donna è riuscita a trovarla dentro un’auto, incapace di ricordare come fosse arrivata lì.
La giovane è stata accompagnata all’ospedale San Filippo Neri, dove gli esami hanno confermato la violenza sessuale. Fondamentali per identificare l’aggressore sono stati alcuni campioni biologici trovati sugli indumenti intimi della vittima. Tuttavia, i test destinati a verificare l’eventuale utilizzo della cosiddetta “droga dello stupro” sono andati distrutti per errore, lasciando solo i dati documentali delle analisi.
Nonostante la gravità delle accuse, l’uomo si trovava ai domiciliari. Dopo pochi giorni, però, ha violato le misure cautelari e si è recato in un altro locale notturno, la discoteca Room 26 all’Eur. Qui avrebbe messo in atto lo stesso modus operandi: avvicinare una ventenne con la scusa di un ingaggio lavorativo, narcotizzarla e poi abusare di lei.
L’arresto è scattato dopo le indagini condotte dagli agenti del commissariato di Primavalle, già impegnati sul primo caso. Dopo la nuova accusa, l’uomo è stato trasferito in carcere, dove attenderà l’evolversi del procedimento giudiziario.
La vicenda solleva interrogativi sulla gestione delle misure cautelari per reati di violenza sessuale, soprattutto in presenza di elementi gravi come il DNA trovato nella prima aggressione. Inoltre, la distruzione accidentale dei campioni biologici della prima vittima rappresenta un problema significativo per le indagini.
Le autorità continuano a lavorare per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e accertare eventuali ulteriori responsabilità. Nel frattempo, la vicenda ha acceso il dibattito sull’efficacia delle misure di prevenzione e tutela delle vittime di reati sessuali.
Incendio alla torre di controllo di Ciampino: sospesi decolli e atterraggi
Un incendio è scoppiato questa mattina in un locale tecnico situato alla base della torre di controllo dell’aeroporto di Ciampino. A causa del fumo, il personale della sala operativa è stato evacuato, rendendo necessaria la sospensione temporanea di tutti i voli in partenza e in arrivo.
Secondo quanto riferito da Enav, l’incendio non ha causato danni alle apparecchiature fondamentali per il funzionamento della torre di controllo. L’operatività dello scalo dovrebbe riprendere a breve, una volta che il fumo si sarà dissipato e le condizioni di sicurezza saranno ripristinate. Al momento, i voli diretti a Londra, Cracovia, Charleroi e Budapest risultano in ritardo. Nel frattempo, per consentire l’intervento dei vigili del fuoco, le linee bus 520 e 720 sono state deviate su percorsi alternativi lungo via Appia Nuova.
Oltre ai problemi causati dall’incendio, la giornata si preannuncia complicata per chi deve viaggiare da e per Ciampino anche a causa dello sciopero indetto dai lavoratori di Aviapartner e Aviation Services. Enac ha comunque garantito due fasce orarie protette, dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21, per limitare le ripercussioni sui voli. Le autorità competenti stanno attualmente indagando per chiarire le cause dell’incendio.
Parlano i genitori del 15enne accoltellato a Trastevere: “Poteva succedere a chiunque”
“Poteva succedere a chiunque”. Con queste parole i genitori del ragazzo 15enne accoltellato domenica sera a Trastevere, esprimono tutto il loro sgomento per l’aggressione subita dal figlio. Il giovane, attualmente ricoverato all’ospedale San Camillo, è stato sottoposto a un’operazione d’urgenza per la rimozione della milza.
La vittima, grande tifoso della Roma, era solito guardare le partite con gli amici in una pizzeria della zona. Secondo il racconto dei genitori, il ragazzo non conosceva i suoi aggressori e ha già fornito tutti i dettagli utili alla Polizia.
L’incubo ha avuto inizio quando il 15enne è stato avvicinato e minacciato da un gruppo di sconosciuti, che gli hanno chiesto il portafogli. Il giovane ha consegnato subito il portafogli, spiegando di non avere nulla con sé. Tuttavia, delusi dall’assenza di denaro, gli aggressori lo hanno colpito con un pugno alla testa e poi accoltellato al fianco. Solo il tempestivo intervento dei soccorsi ha evitato conseguenze ancora più drammatiche.
Questa mattina il ragazzo è riuscito a camminare autonomamente nel reparto, nonostante i dolori post-operatori. La sua forza di volontà, forgiata da anni di sport agonistico, lo sta aiutando a superare questo momento difficile.
I genitori hanno voluto esprimere gratitudine per la vicinanza ricevuta: “Siamo sconvolti per la grande eco mediatica della vicenda, ma vogliamo ringraziare tutti per la solidarietà e l’affetto. Un grazie speciale va all’ospedale San Camillo, al reparto di Chirurgia generale e d’urgenza diretto dal professor Marini, e all’equipe medica che ha operato nostro figlio: il dottor Nardi, la dottoressa Mancuso e la dottoressa Scorziello”.
I genitori si augurano che i responsabili di questo attacco violento e immotivato vengano individuati al più presto, affinché episodi simili non si ripetano mai più. Le indagini delle forze dell’ordine sono in corso per identificare gli aggressori.