Brigitte Bardot e Roma, dalla Dolce Vita agli anni della ribellione: l'eredità della Diva più bella
Ospite in collegamento: Pierpaolo Bonelli, critico cinematograficoCamminare sui sanpietrini come su di un tappeto, guardare l'obiettivo solo di sfuggita, svelarsi ma non troppo, raccontare quel poco che basta. Solo le grandi Dive possono tanto e solo una come B.B. ha potuto riuscirci davvero. All'età di 91 anni, l'attrice francese Brigitte Bardot se n'è andata e con lei finisce un'era. Quella della ribellione, dell'affermazione femminile, della consapevolezza che non si è solo bionde e bellissime, ma soprattutto capaci.
Il re dei paparazzi, Rino Barillari, la ricorda così negli anni romani: “Camminava per via Condotti, piazza del Popolo, il Pantheon e si fermavano tutti, sembrava una regina. Lei faceva la differenza, era bella da morire, era da tormento”.
Gli anni romani di BB
La prima volta di Brigitte a Roma nel 1956: ha 22 anni e recita con Alberto Sordi nella pellicola "Mio figlio Nerone" di Steno (dove lui la preferisce ad Anita Ekberg). Lei è Poppea e lui Nerone.
Da lì è tutto un crescendo: BB diventa una vera e propria icona internazionale e tutti sono pazzi di lei, soprattutto i paparazzi che fanno a gara per aggiudicarsi lo scatto migliore. Roma è stata indubbiamente una tappa decisiva, ma è stata mai considerata davvero casa dalla Diva? A quanto pare no: troppa esposizione, troppo caos. Roma è soprattutto un trampolino di lancio, il luogo in cui BB esce dall'ombra e diventa una leggenda.
"Il legame con l'Italia in realtà c'è sempre stato, i suoi genitori si recavano spesso nella Penisola - ha sottolineato Pier Paolo Bonelli -, ma è proprio a Roma che arriva la svolta per Brigitte Bardot, qui viene notata dai grandi registi. Anche perché in Francia, nei primissimi anni, non l'avevano molto presa in considerazione: la Capitale, invece, la consacra a Diva degli anni '60 e non solo".
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