Domenica 16 marzo è andato in onda "Next", il talk di approfondimento di Radio Roma News realizzato in sinergia con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni. Condotto da Davide Gianluca Porro, il programma ha ospitato medici, politici e giuristi per discutere di pandemia, vaccini e il ruolo dell’OMS.
Claudio Borghi sul potere dell'OMS
Fra i temi della puntata le nuove politiche sanitarie globali. Il senatore Claudio Borghi ha discusso del potere dell’OMS e del rischio che questa organizzazione acquisisca un’influenza vincolante sulle legislazioni nazionali attraverso il trattato pandemico.
"Il punto semplice, secondo me, da capire è proprio legato agli effettivi poteri dell'OMS" ha esordito Borghi. "Se l'OMS vuole prendersi dei poteri, al momento virtualmente ha più che altro dei poteri consultivi, non è che può imporre niente a nessuno, però se l'OMS desidera prendersi questi poteri, ed è chiaro che desidera farlo perché il famoso trattato pandemico andava esattamente in questa direzione, vale a dire cercare di far sì che quello che l'OMS dice sia presentato sotto forma di legge internazionale, quindi ancora più pericoloso perché è praticamente superiore, come abbiamo già visto ogni volta che si è trattato di parlare di qualche cosa legata a trattati internazionali, superiore alla legislazione domestica" ha osservato Borghi.
"Quindi, se l'OMS vuole davvero prendersi del potere diretto, a quel punto va combattuto e rifiutato in ogni modo, perché direi che ne abbiamo a sufficienza di gente che vuol comandare a casa nostra senza avere legittimazione democratica".
Il finanziamento dell'OMS
"Se invece non serve a niente ed è semplicemente un ente pagato miliardi per fare propaganda, diciamo così, a presumibilmente quello che i suoi azionisti principali, quindi l'avete detto voi, quindi la Bill e Melinda Gates Foundation o le società farmaceutiche pensano che sia più conveniente in modo tale da propagandarlo per il mondo deve essere rifiutato anche in questo caso" ha aggiunto Borghi.
"Noi versiamo circa 100 milioni in modo indiretto a ogni bilancio dell'OMS, e dico indiretto perché ogni tanto poi arrivano i fact checker dei miei stivali che dicono 'ma è di meno', no perché c'è la parte che noi versiamo direttamente, quindi quella che paghiamo per il privilegio di partecipare a questo ente al momento inutile e poi c'è la parte che paghiamo per quota nostra di quello che versa l'Unione Europea. In totale che ovviamente è pagato da noi, facciamo appunto circa 100 milioni, per cui non si capisce perché io devo dare 100 milioni a della gente che campa in modo principesco, con degli stipendi clamorosi, non capisco perché devo pagarli io, con oltretutto l'immunità totale perché questi enti sovranazionali si sono sempre regalati l'immunità assoluta, altro che i parlamentari".
Borghi e il ruolo da apripista degli Stati Uniti
"Per cui da qui il mio intento di cogliere l'occasione degli Stati Uniti che hanno deciso saggiamente di abbandonare l'OMS" ha proseguito Borghi. "Non siamo gli unici che hanno dichiarato intenzioni in questo senso, vabbè è già stata nominata l'Argentina e so che ci sono altri Stati europei che ci stanno ovviamente ragionando, se le cose sono non immediate come qualcuno vorrebbe, credo che la motivazione principale sia una clausola legata alla partecipazione degli Stati Uniti all'OMS che dice che dal momento in cui è stato dato il messaggio di disdetta fino all'effettivo ritiro dall'OMS deve passare un anno, quindi tenuto presente appunto che Trump magari cambia idea perché, ma non perché sia così, perché magari gli dicono guarda cambiamo tutto, affidiamo a te la presidenza e magari lui ci ripensa, non si sa, comunque per evitare, dato che sono cose abbastanza senza precedenti, io so che la Gran Bretagna in passato è uscita per esempio dall'UNESCO, tanto per dirne una, quindi evidentemente si può fare, poi c'è rientrata, però ecco diciamo che per noi è una cosa abbastanza appunto senza precedenti, per cui insomma oltre a cercare di convincere gli alleati (perché secondo me con Fratelli d'Italia ci si può riuscire, con Forza Italia meno) è un lavoro anche di convinzione per riuscire a trovare l'eventuale 51% per riuscire a farlo, mentre invece negli Stati Uniti ovviamente appunto il 51% l'hanno già ottenuto e quindi ordine esecutivo e via".
"Per noi è un pochettino più complicato" ha concluso Borghi "però penso che internazionalmente le cose non siano immediate proprio perché non sono immediate le mosse degli Stati Unit. Io non immagino un'effettiva uscita degli Stati Uniti senza che ci sia un ampio numero di Nazioni che li segue o quantomeno uno smantellamento dell'OMS così come lo conosciamo adesso".