Ospite in collegamento: Francesco Baldini, “Civonline”
Rinviata di un anno la riqualificazione e messa in sicurezza di Borgata Aurelia. La delibera di Giunta del 18 settembre sposta l’intervento interamente al 2027, pur mantenendo inalterato il quadro economico complessivo da 3 milioni di euro. La quota comunale inizialmente prevista per il 2026 viene infatti differita di dodici mesi, con la motivazione legata alla necessità di acquisire i pareri per concludere l’iter presso la Cassa Depositi e Prestiti.
L’iter e i passaggi precedenti
Il quartiere attende da anni un intervento organico di messa in sicurezza stradale e riqualificazione urbana. A settembre 2025 la Giunta aveva approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica, inserendolo nel piano delle opere per il 2026. La versione aggiornata del progetto, consegnata nel gennaio 2025, ammontava a un milione di euro. Successivamente, con il Piano triennale, il valore complessivo dell’intervento è stato portato a 3 milioni, lasciando invariate le due fonti di finanziamento.
Gli interventi previsti sul territorio
Il progetto individua una serie di lavorazioni finalizzate a migliorare sicurezza, accessibilità e decoro. Tra le priorità rientrano gli interventi sulle radici affioranti che deformano la pavimentazione carrabile, il rifacimento dei marciapiedi e della pavimentazione stradale, l’installazione di nuova segnaletica e l’adeguamento degli arredi urbani. Si tratta di opere considerate indispensabili per risolvere criticità diffuse e garantire condizioni di circolazione più sicure sia per gli automobilisti sia per pedoni, ciclisti e persone con ridotta mobilità.
Le segnalazioni dei residenti e il nodo sicurezza
Parallelamente all’iter amministrativo, dal quartiere sono proseguite le segnalazioni indirizzate a Comune, Lavori pubblici e Polizia locale. Nei giorni scorsi un residente, padre di due bambini che frequentano il plesso Don Milani-Borlone, ha chiesto un intervento urgente sulle strade intorno alla scuola, documentando asfalto deformato dalle radici, buche profonde, disagi per pedoni e minori e allagamenti che, con la pioggia, trasformano le vie in percorsi fangosi. La testimonianza fotografa un quadro di criticità che, secondo chi abita nella zona, si protrae da tempo.
«Non so cosa debba succedere per far sì che si rifaccia il manto stradale, le vie sono impraticabili - scrive un residente - che sia con la macchina, in bici o in carrozzina, non c'è più il minimo margine di decenza, da anni. Sono pericolose, non si tratta di altro, è la sicurezza che dovrebbe stare davanti a tutto». L’appello si affianca alle numerose segnalazioni degli ultimi anni e riflette la percezione, diffusa nel quartiere, di uno stato manutentivo non più sostenibile nel quotidiano.
Un cronoprogramma che cambia
A settembre dello scorso anno, il via libera al progetto da un milione era stato presentato come l’avvio concreto di un’operazione attesa da tempo. Con l’ultima delibera, il cronoprogramma subisce però un nuovo assestamento. L’opera non viene cancellata e il budget complessivo di 3 milioni di euro resta confermato, ma lo slittamento al 2027 si traduce per i residenti in almeno un altro anno di attesa prima dell’apertura dei cantieri. Nel frattempo, le condizioni delle strade, con dossi, buche e cedimenti, continuano a rappresentare una criticità segnalata con costanza, specie in prossimità delle aree scolastiche e lungo gli assi di maggior transito interno al quartiere.
I prossimi passaggi amministrativi
Secondo quanto riportato dall’amministrazione, la priorità è acquisire i pareri necessari per chiudere l’iter con la Cassa Depositi e Prestiti e allineare di conseguenza il calendario delle lavorazioni. L’obiettivo dichiarato dagli atti è mettere in campo un intervento organico di riqualificazione e messa in sicurezza che, una volta sbloccato l’iter finanziario, permetta di intervenire su sedi stradali, marciapiedi e attraversamenti, con una segnaletica aggiornata e arredi in grado di migliorare la vivibilità quotidiana. Resta confermata la combinazione delle fonti di finanziamento, con il ricorso al mutuo presso l’ente finanziatore e la richiesta di risorse al Ministero dell’Interno.