Quattro bombe esplose in meno di 24 ore dinanzi ad attività commerciali distanti pochi chilometri l'una dall'altra. Non possono passare inosservati gli episodi criminali verificatesi nella notte tra domenica e lunedì 31 agosto a Roma e non si sono fatti attendere i commenti e le reazioni del mondo della politica romana. Il territorio più colpito è stato quello del VI Municipio, con due bombe carta: la prima esplosa dinanzi un barber shop in via Salemi, l'altra davanti la saracinesca di un forno in via delle Alzavole.
Il giorno dopo gli attentati, il presidente del Municipio delle Torri, Nicola Franco, ha chiesto la convocazione urgente di un Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica.
Il minisindaco ritiene che non sia sufficiente il solo presidio delle forze dell'ordine sul territorio, ma occorra rafforzare il sistema di videosorveglianza. Franco lamenta di aver chiesto da oltre un anno l'installazione di nuove telecamere a Roma Capitale, senza ricevere risposte e risultati.
Tre giorni fa, prima delle recenti bombe carte, il consigliere del VI Municipio Emanuele Licopodio della Lega e il consigliere capitolino Maurizio Politi, avevano inviato una lettera urgente al prefetto per denunciare il deterioramento della situazione e la frequenza allarmante di fatti criminosi sul territorio.
Non si sono fatte attendere le reazioni elle opposizioni nel sesto municipio, che sono uscite con una nota di risposta unitaria firmata da Partito democratico, Movimento cinque stelle e Azione per chiedere che i temi della sicurezza e legalità siano discussi in consiglio municipale "senza vittimismi e personalismi". Ai microfoni di Radio Roma News è intervenuto il consigliere e vice presidente del Consiglio Municipale, Flavio Mancini del partito democratico.