Biodigestore di Casal Selce, si attende l'udienza del Consiglio di Stato: quali scenari in prospettiva?
Ospiti in studio: Sergio Santoro, già presidente Anac e Pres. onorario del Consiglio Di Stato, Daniele Amatizi portavoce del "consorzio IV S. Lucia" & Domenico Razza, presidente del Comitato "Difendiamo Casal Selce"Dopo la protesta che ha letteralmente invaso le strade del centro di Roma, cittadini e associazioni contrari al biodigestore di Casal Selce attendono una data cruciale, quella del 19 dicembre 2024. È il giorno in cui è fissata l'udienza del Consiglio di Stato che potrebbe dare risposte concrete ad una vicenda particolarmente sentita a Roma.
Qui a Casal Selce dovrebbe infatti sorgere un impianto progettato per trattare la frazione organica dei rifiuti urbani attraverso il processo biologico di “digestione anaerobica”, che consente di ridurre i rifiuti e produrre energia rinnovabile. I cittadini sono fortemente contrari non solo perché la zona è già densa di impianti potenzialmente dannosi per la salute (qui è stata attiva per decenni la discarica di Malagrotta), ma soprattutto per una questione legata alla vicinanza: l'impianto in questione disterebbe appena 90 metri dalle abitazioni.
La manifestazione in Campidoglio
La manifestazione in Campidoglio di sabato scorso è per ora l'ultima di una serie di iniziative dei comitati di zona e di residenti contrari alla nascita del biodigestore. Lo scorso ottobre Celestino Leonetti, cittadino e membro del comitato di Casal Selce noto per lo sciopero per la fame e la sua battaglia contro l’impianto, ha marciato in maniera solitaria da Casal Selce fino a piazza del Campidoglio.
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La distanza dell'impianto dalle abitazioni
"L'aspetto su cui noi ribattiamo, sperando che venga preso in considerazione dal Consiglio di Stato è quello legato alla distanza minima dell'impianto dalle abitazioni - ha sottolineato Sergio Santoro -; parliamo di circa 100 mt, una distanza inaccettabile. C'è da considerare anche la pericolosità, se questo impianto dovesse esplodere qui ci sarebbe una concreta strage".
"L'impianto sorge su terreni agricoli - ha aggiunto Domenico Razza - e inoltre il commissario Gualtieri non sta rispettando il vincolo paesaggistico. Insomma, ci sono tutta una serie di punti su cui noi insistiamo e che speriamo vengano considerati dal Consiglio di Stato. Non ci fermeremo, siamo disposti ad arrivare anche alla Corte di Giustizia Europea se dovesse servire. Vogliamo vedere i nostri diritti rispettati".