A "Roma di Sera" Leopoldo Falez, Rappresentante legale dell'azienda "Agricola Salone Srl", parla del progetto di "Biodigestore" privato sulla Via Prenestina, che sta già scatenando le proteste dei residenti di Roma Est. Il Tar dal Lazio, dopo anni di attesa, ha dato ragione al privato: l’impianto si può costruire, tenendo conto di alcuni paletti.
L'Agricola Salone ha aggiornato il progetto riducendo la tipologia di rifiuti richiesti in ingresso. Saranno solo mercatali, o provenienti da frazioni organiche di scarto vegetali dei supermercati, o derivanti dall’industria agroalimentare di natura vegetale.
"Noi abbiamo fatto un progetto - spiega Falez - che è veramente in linea con le nostre politiche aziendali e con i nostri valori. Qui c'è una proprietà storica che è presente da circa trent'anni e che da quando si è fermato lo storico allevamento di vacche che ha reso l'azienda famosa, ha sempre orientato le sue attività verso un'agricoltura con delle pratiche sostenibili e innovativa, per questo parliamo di compost e biometano".
"Le proteste dei comitati ci danno pensiero, certo - prosegue - perché non è nostra abitudine e volontà essere in contrasto con il territorio circostante con cui da decenni abbiamo sempre avuto un rapporto buono e virtuoso. Però nello stesso tempo siamo tranquilli perché conosciamo il progetto e l'autorizzazione che ci è stata data che di fatto farà sì che qui arriveranno soprattutto scarti vegetali dell'azienda e dei mercati di zona, come bucce di pomodoro o comunque materiale organico, con cui produrremo biometano".
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