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Biodigestore di Civitavecchia, è scontro politico: "La partita non è chiusa" - VIDEO

Biodigestore di Civitavecchia, è scontro politico: "La partita non è chiusa" - VIDEO

BIODIGESTORE, SCONTRO POLITICO A CIVITAVECCHIA

Biodigestore di Civitavecchia, è scontro politico: "La partita non è chiusa"

Ospite in collegamento: Francesco Baldini, "Civonline"

La sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso contro il biodigestore di Ambyenta Lazio continua a tenere acceso il dibattito politico non solo sul futuro dell’impianto, ma anche sulle responsabilità amministrative e sulle scelte compiute negli ultimi anni.

Al centro della discussione l’interpretazione di un passaggio chiave della decisione dei giudici di Palazzo Spada. Secondo il Partito democratico, la sentenza chiarisce in modo esplicito che l’autorizzazione unica per l’impianto di biometano, rilasciata il 12 ottobre 2022, non sarebbe mai stata impugnata dal Comune. Un elemento decisivo, perché proprio quell’atto – spiegano – ha prodotto la variante urbanistica, superando di fatto il Piano per gli insediamenti produttivi.

«Se il Comune riteneva che l’interesse pubblico sotteso all’attuazione del PIP dovesse ritenersi prevalente – citano dalla sentenza – avrebbe dovuto tempestivamente impugnare l’autorizzazione unica. In assenza di una tale impugnazione non può contestare la mancata attuazione del programma originario». Per il Pd, dunque, pareri contrari e dichiarazioni politiche non hanno avuto alcun valore giuridico, mentre la successiva variante al PRG e la dichiarazione di decadenza del 2023 sono state giudicate tardive e illegittime.

«Le responsabilità dell’esito di oggi – sostengono – stanno quindi nella mancata impugnazione del 2022».

Piazza Regina Margherita, a rischio il restyling da 3 milioni

Progetto di riqualificazione di piazza Regina Margherita a rischio: tempi troppo stretti dopo la sospensione del taglio. È l’allarme che arriva dall’assessore ai Lavori pubblici Patrizio Scilipoti, intervenuto a «News & Coffee» sui canali social di Civonline, a proposito del cantiere da 3 milioni di euro sul mercato cittadino.

Scilipoti chiarisce che lo stop al taglio dei lecci non è una retromarcia politica, ma una sospensione chiesta dalla Soprintendenza dopo la mobilitazione dei cittadini e la raccolta firme del comitato. «Nel 2023 una prima perizia salvava un solo albero, la seconda, dell’Università della Tuscia, ne ha aggiunti altri due», ricorda l’assessore. Ora i tecnici della Soprintendenza effettueranno un ulteriore sopralluogo.

Nel frattempo il Comune rivendica di aver previsto la piantumazione compensativa di 12 nuovi alberi in città e ribadisce di voler «una città verde», respingendo l’idea di un’amministrazione nemica del verde pubblico. Ma la questione non è solo ambientale.

Secondo Scilipoti, l’ennesimo passaggio rischia di pesare sui tempi PNRR: «Non solo ritardo, potremmo perdere il progetto». L’assessore racconta di aver chiesto agli uffici una variante per salvare più alberi, proposta respinta dai tecnici perché il progetto «non può essere modificato».

IN QUESTA PUNTATA PARLIAMO ANCHE DI: Futuro del territorio, Cgil preoccupata