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Biodigestore di Casal Selce, continua la battaglia dei comitati tra proteste e ricorsi (VIDEO)

Biodigestore di Casal Selce, continua la battaglia dei comitati tra proteste e ricorsi (VIDEO)

battaglia contro biodigestore

Biodigestore, continua la battaglia a Casal Selce tra ricorsi e proteste

Ospiti in studio: avv. Domenico Razza, Presidente del Comitato "Difendiamo Casal Selce" & avv. Sergio Santoro, Presidente onorario del Consiglio di Stato

Non si arresta la battaglia dei comitati di Casal Selce contro l'impianto di smaltimento di materiale organico che dovrebbe sorgere proprio qui. Come è noto, sono due i biodigestori anaerobici previsti dal Piano comunale per la trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) in biometano e biogas per i trasporti, oltre a produrre compost per l’agricoltura.

I due impianti, che sorgeranno a Casal Selce e Cesano a nord ovest di Roma, avranno una capacità complessiva di circa 200.000 tonnellate e comportano un investimento di circa 59 milioni ciascuno. Si tratta, però (soprattutto nel caso di Casal Selce), di un impianto che non vede il parere positivo della cittadinanza, che contesta non tanto la struttura ma dove viene posizionata.

Cosa contestano i comitati?

I Comitati contestano la scelta dell’area destinata alla costruzione del biodigestore e gassificatore perché si trova nell’Agro romano occidentale ed è stata dichiarata come area di notevole interesse pubblico. A sancirlo è la deliberazione n. 649 del 2014 della Regione Lazio, che ha sottoposto il territorio a tutela paesaggistica ai sensi dell’art. 136 del Decreto Legislativo n. 42/2004.

In particolare, l’area è classificata come “Paesaggio Agrario di Rilevante Valore” ed è vincolata anche nella revisione 2021 del PTPR Lazio (Piano Territoriale Paesaggistico Regionale) che vieta nuovi impianti di trattamento rifiuti in queste zone. Inoltre, le particelle interessate all’esproprio, nella mappa progettuale di AMA vengono identificate come “terreno seminativo”.