Papa Francesco, il Pontefice che ha lasciato il segno nella Chiesa (e non solo)
Ospite in collegamento: Giampiero Gramaglia, GiornalistaIl Papa della gente, degli ultimi, delle periferie. Comunque lo si voglia appellare, è abbastanza evidente quanto Bergoglio abbia lasciato il segno in questi 12 anni di pontificato. Timide aperture, piccole "rivoluzioni", linguaggio diretto e senza filtri: è stato forse per tutto questo che i fedeli lo hanno apprezzato così tanto?
Ma è forse un altro aspetto ad essere al centro del dibattito attuale: chi sarà il successore di Bergoglio? Continuerà con questa politica di apertura o si opterà per un pontefice più conservatore? La risposta arriverà inevitabilmente dopo il 5 maggio, quando si terrà l'attesissimo Conclave.
Il giorno che più di tutti sarà al centro dell'attenzione è sabato, giorno in cui si celebreranno i funerali di Bergoglio. Sono attesi quasi tutti i leader del mondo: da Trump a Zelenskyj, da Ursula von der Leyen a Starmer. Non saranno attesi, invece, il leader russo Putin e quello israeliano Benjamin Netanyahu.
C'è "ipocrisia" da parte della politica internazionale?
Qualcuno ha parlato di falso buonismo, qualcun altro di ipocrisia. I grandi della Terra amavano davvero Papa Francesco? Lo apprezzavano sinceramente come si sono affrettati a dire in questi giorni di lutto? Secondo Giampiero Gramaglia no: "Fra i leader che più fanno l’elogio di Francesco o che almeno più gli tributano segni di omaggio esteriori, ci sono quelli che più lo hanno antagonizzato e più ne hanno osteggiato le posizioni e ignorato gli appelli".
"Il presidente argentino Javier Milei, che in campagna elettorale gli diede dell’imbecille e lo bollò come il diavolo, proclama sette giorni di lutto nazionale - sottolinea ancora Gramaglia - . Il presidente Usa Donald Trump, le cui politiche sui migranti rappresentano l’antitesi dell’invito all’accoglienza di Bergoglio e il cui vice DJ Vance, un convertito, abbraccia il cattolicesimo più tradizionalista, sbandiera la volontà di essere al funerale: una presenza che Bergoglio certamente non desiderava".