Autovelox, è online l'elenco di quelli validi: cosa fare se la multa arriva da un dispositivo non registrato?
Ospite in collegamento: avv. Sara Astorino, "Aduc consumatori e utenti"Che succede se la multa che abbiamo ricevuto è stata emessa da un autovelox non registrato? A quanto pare è nulla. Il 29 novembre scorso, infatti, è stato ufficialmente concluso il censimento nazionale dei dispositivi che rilevano la velocità: l'elenco dei dispositivi registrati sarà reso pubblico sulla piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L'intento è chiaro: creare un database dei dispositivi per migliorare la trasparenza e l'uniformità dei controlli, e per consentire ai cittadini di consultarlo. Succede, però, che gli enti che non hanno ottemperato a questa registrazione rischiano di vedere annullate le multe emesse dai propri autovelox a partire dal 29 novembre. Nella registrazione andavano indicati i dati tecnici quali marca, modello, ubicazione e documentazione di approvazione/omologazione.
Cosa cambia con l'elenco
Tutte le multe emesse da autovelox non registrati saranno considerate nulle e potranno essere contestate: chi riceve una multa potrà verificare se il dispositivo è regolarmente registrato e, in caso negativo, la sanzione potrà essere considerata nulla e contestata. Anche per i dispositivi censiti sarà possibile chiedere la prova dell'omologazione, elemento che rimane determinante per la validità legale della rilevazione.
Quello che possiamo definire a tutti gli effetti un vero e proprio caos dura da ben 20 mesi: ad aprile 2024, infatti, la Cassazione ha stabilito la nullità delle multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati. Oggi quasi il 60% degli autovelox fissi (e oltre il 67% di quelli mobili), oltre a non essere omologato, è stato approvato prima del 2017, data che fa da spartiacque in tema di omologazione e possibile utilizzo degli apparecchi, con conseguente valanga di ricorsi da parte degli automobilisti multati.