Notte di paura e sgomento a Campo Ascolano, tra Roma e Pomezia, dove un ordigno rudimentale è esploso sotto l’auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. La deflagrazione, avvenuta intorno alle 22, ha completamente distrutto la vettura e danneggiato in modo grave anche l’auto della figlia, parcheggiata accanto, oltre alla facciata della casa di famiglia.
Fortunatamente non si registrano feriti, ma la potenza dell’esplosione avrebbe potuto provocare una tragedia. Sul posto sono immediatamente intervenuti carabinieri, vigili del fuoco e polizia scientifica per i rilievi, mentre la Procura distrettuale antimafia di Roma ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di danneggiamento aggravato dal metodo mafioso. Ranucci, sotto scorta dal 2014 per precedenti minacce di morte legate alle sue inchieste, ha dichiarato che «forse non è una coincidenza che pochi giorni fa abbia annunciato i temi delle nuove puntate di Report». Il giornalista ha poi aggiunto che la figlia era passata davanti alla sua auto solo venti minuti prima della deflagrazione: «Potevano ucciderla, è stato un miracolo». In queste ore, l’assenza di telecamere nella zona rende più difficile individuare i responsabili, ma i carabinieri stanno ricostruendo i movimenti sospetti nelle ore precedenti all’attentato. “Ho dato mandato di rafforzare al massimo ogni misura a protezione di Ranucci ", ha dichiarato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.