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Attentato a Sigfrido Ranucci, solidarietà e nuova querelle

Attentato a Sigfrido Ranucci, solidarietà e nuova querelle

ATTENTATO SIGFRIDO

La paura non è ancora passata, ma Sigfrido Ranucci, volto e ideatore di “Report”, torna a parlare dopo l’attentato di giovedì scorso davanti alla sua abitazione di Campo Ascolano, vicino a Pomezia. “Altro che ritiro delle querele, me ne sono arrivate altre tre”, ha dichiarato il giornalista, che racconta di aver ricevuto un messaggio di solidarietà anche dalla premier Giorgia Meloni. “Mi aveva cercato per telefono subito dopo l’esplosione, ma ero in Procura. Poi le ho scritto e lei mi ha risposto”, ha raccontato Ranucci al Corriere della Sera.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, proseguono senza sosta: i Carabinieri e la Digos stanno visionando decine di telecamere di sicurezza per risalire a un uomo incappucciato e a un’auto scura ripresi nella zona pochi istanti dopo lo scoppio.

L’ordigno, ad alto potenziale, ha distrutto la vettura del giornalista e danneggiato i muri dell’abitazione, ma non ha causato feriti. Gli inquirenti non escludono nessuna pista, anche se l’ipotesi più accreditata resta quella di un’intimidazione legata al lavoro giornalistico.

A sostegno di Ranucci ieri sera sono scesi in piazza colleghi e cittadini, con manifestazioni di solidarietà anche da esponenti di Fratelli d’Italia, Pd, Forza Italia e Movimento 5 Stelle. “Vogliono zittire la libertà di stampa – ha commentato Milena Gabanelli – ma non ci riusciranno mai”.

Oggi il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi in un'informativa alla Camera sull'attentato nei confronti del giornalista ha dichiarato: “Chi utilizza questo grave atto intimidatorio per adombrare una qualche responsabilità del Governo offende la verità e le istituzioni, con scarso senso dello Stato".