La Procura di Roma accende i riflettori su un possibile attacco informatico che avrebbe colpito infrastrutture strategiche per la pubblica amministrazione e per grandi aziende. Nel fascicolo aperto dai magistrati dell’antiterrorismo si ipotizza il reato di accesso abusivo a sistema informatico, un’accusa che evidenzia la gravità della vicenda e il potenziale impatto sulla sicurezza nazionale. Al centro dell’indagine una società che gestisce sistemi informativi fondamentali per il funzionamento di enti pubblici e realtà private, un nodo sensibile dell’architettura digitale del Paese. Le indagini, coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi, si muovono su più livelli e guardano anche a possibili responsabilità internazionali. Tra le ipotesi investigative prende corpo la pista di un gruppo hacker di origine cinese, già noto per operazioni analoghe su larga scala. In parallelo sono scesi in campo i tecnici specializzati della stessa azienda e i team dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, impegnati nelle operazioni di verifica, bonifica e ripristino dei sistemi eventualmente compromessi. L’episodio riaccende il dibattito sulla vulnerabilità delle reti pubbliche e sulla necessità di rafforzare le difese digitali in un contesto globale sempre più esposto a minacce informatiche sofisticate e coordinate.