Scambio elettorale politico, estorsione aggravata e trasferimento fraudolento di valori: il tutto aggravato dal metodo mafioso. Con queste ipotesi di reato i Carabinieri del comando provinciale di Latina stanno procedendo dall’alba all’esecuzione di 5 misure cautelari tra il capoluogo pontino e Terracina, in un’indagine condotta dalla Procura distrettuale antimafia, che coinvolge anche soggetti che si trovano nelle province di Roma e Napoli.
Per una persona c'è un ordine di custodia cautelare in carcere, due sono agli arresti domiciliari, una è sottoposta all'obbligo di presentazione, un'altra è interdetta all'esercizio della professione. Tra i destinatari del provvedimento figura anche un uomo indiziato di appartenenza al clan camorristico “Licciardi”, espressione della cosiddetta alleanza di Secondigliano, colpito anche all’inizio del mese da 21 arresti nel capoluogo campano e definito dal procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, come un gruppo “della camorra di Serie A”. Coinvolto anche un consigliere comunale di Terracina, che secondo le accuse avrebbe chiesto voti all'esponente della criminalità organizzata. Nell’ambito di questa operazione, oltre agli arresti, i Carabinieri hanno in corso di esecuzione anche il sequestro preventivo, ai fini della confisca, di beni immobili e quote societarie per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro, in particolare diversi esercizi commerciali situati nel centro della cittadina pontina.